Cecità Spirituale

Cecità Spirituale

“… Camminate mentre avete la luce, affinché non vi sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre, non sa dove va”

[Giovanni 12:35]

 

In questo passo della Scrittura leggiamo che Gesú dichiara apertamente che l’ora del Suo sacrificio è giunta. Egli non nasconde il proprio turbamento, ma sceglie di proseguire il cammino nella direzione stabilita dal principio in ubbidienza alla volontà del Padre. Allora, una voce dal cielo dichiara: “L’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!”. La moltitudine cieca brancola nelle tenebre, non riuscendo a discernere ciò che sta accadendo davanti ai propri occhi. Udendo una voce dal cielo, alcuni dichiarano che si tratta di un tuono, altri pensano alla voce di un angelo.

Quasi sempre succede questo, quando l’uomo si trova di fronte alla manifestazione del divino. La Parola di Dio ci presenta molti altri casi di persone che, vivendo lontane dalle realtà dello Spirito, sono del tutto impreparate di fronte al soprannaturale, incapaci di discernere le cose “di sopra”, schiacciate dalla natura terrena della loro esistenza.

Quando Paolo e Barnaba si trovarono a Listra e guarirono un paralitico nel nome di Gesú, furono scambiati per due divinità pagane. Lo stesso disorientamento colse gli abitanti di Malta quando videro Paolo, dopo il naufragio, essere morso da una vipera e sopravvivere (Atti 28:4). Ma, poiché Dio ha dato autorità ai credenti di “camminare sopra i serpenti”, Paolo non ne ebbe alcun danno e gli stessi “cambiarono parere, e cominciarono a dire che egli era un dio”.

Le opinioni relative alle realtà spirituali sono quasi sempre errate se prima non si passa per il Calvario. Ecco perché Gesú pone enfasi sull’epilogo del Suo ministerio. La moltitudine continua a muoversi nelle tenebre senza riuscire a comprendere le parole di Gesú, e in ogni tempo la cecità spirituale ha precluso la comprensione delle promesse dell’Evangelo. Soltanto chi permette alla Luce della vita di illuminare la propria esistenza potrà camminare nella luce.