GIUSTIFICATI!

GIUSTIFICATI!

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“Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica”

(Romani 8:33)

Comprendere bene la dottrina della giustificazione è un’immensa benedizione per il credente. Lutero testimonia in un suo scritto che nell’ intendere questa verità, era come se davanti a lui si fossero aperte le porte del paradiso.

Oggi studieremo brevemente: che cos’è la giustificazione, parleremo di  colui che giustifica, proseguendo, individueremo il mezzo per essere giustificati  ed infine gli effetti della giustificazione.

Che cos’è la giustificazione:

Giustificare significa dichiarare qualcuno o qualcosa giusto: questo termine ci riporta agli ambienti legali, ai tribunali, i luoghi in cui viene amministrata la giustizia. Pensiamo ad esempio ad un giudice al quale viene sottoposta una persona perché possa valutarne il comportamento: lo stesso può trovarlo giusto o colpevole. Nella Bibbia scopriamo che la giustificazione è una dichiarazione di giustizia da parte di Dio a persone che per natura e per condotta non sono giuste; leggiamo infatti: “Non c’è nessun giusto, neppure uno” (Romani 3:10).

Colui che Giustifica:

Dio è colui che giustifica, nessun altro essere può rivendicare questo potere. La Parabola del fariseo e del pubblicano (Luca 18:9-14), è una bellissima illustrazione di questa verità. Il Fariseo non riesce ad autogiustificarsi, nonostante provi in tutti i modi a mostrare i propri meriti. Il pubblicano invece viene dichiarato giusto da Dio, l’unico che potesse dichiaralo tale, e non certo perché avesse qualche merito particolare.

La storia della donna trovata in flagrante adulterio ci conferma ancora una volta come Dio solo è in grado di giustificare l’uomo peccatore. In questo racconto assistiamo ad un tribunale improvvisato, che vedeva dalla parte dell’accusa gli scribi e i farisei, intenti ad incolpare una donna colta in flagrante adulterio (Giovanni 8:1-10). Dicevano di lei: “«questa donna è stata colta in flagrante adulterio. Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?» Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare”.

Ma Gesù  dimostra anche in questa situazione come Dio abbia sempre l’ultima parola.

Questa storia ci conferma che gli accusatori non mancano mai: il Diavolo, la nostra coscienza, gli altri, ma rimanere soli con Dio, come fece quella donna, ci farà scoprire che Lui è quello che può e vuole giustificarci. Sono bastate poche parole di Gesù rivolte agli accusatori per farli desistere: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E ancora poche e meravigliose parole rivolte ad una donna peccatrice, ma in quella circostanza dichiarata giusta e non passibile di morte: “«Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più»”.

Il mezzo per ottenere la giustificazione:

La giustificazione non avviene per mezzo di opere, meriti, o riti particolari (Galati 2:16): abbiamo già visto nella parabola del fariseo e del pubblicano che l’uomo non può in nessun modo guadagnarsi lo status di giusto davanti a Dio. Il fariseo pregava, digiunava, offriva la decima, ma questo non lo rendeva immune da colpa.

Alla luce di quanto detto, nessuno di noi deve pensare che: frequentare una chiesa, fare un’offerta, cantare dei cantici, leggere la Bibbia, o ascoltare un sermone possano rendere giusto l’uomo. Qual è allora il mezzo per essere giustificati?

La risposta è molto semplice: la fede!

“Giustificati dunque per fede abbiamo pace con Dio” (Romani 5:1). Dio non ci chiede cose difficili, formule astruse o impegni particolari, ma semplice fede. La fede che Egli è pronto a donare (Efesini 2:8), manifestazione della Sua infinta grazia, ci permette di beneficiare della giustizia che Egli ci offre. Il Pubblicano che torna a casa giustificato ha semplicemente creduto che Dio lo potesse perdonare, la sua semplice preghiera ne è la testimonianza più limpida: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!”.

Paolo volendo spiegare questo semplice ma importantissimo concetto cita Abramo: «Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia» (Romani 4:3). Abramo non fu giustificato per la sua ubbidienza, o perché era pronto anche a sacrificare il figlio Isacco per amore del Signore, ma per fede. Quella fede fece sì che dal trono di Dio partisse in suo favore una sorta di “accredito” di giustizia; comprendiamo quindi che non dobbiamo e non possiamo fare niente per essere giustificati: solo credere.

Gli effetti della giustificazione:

La dichiarazione di giustizia da parte di Dio, porta nell’uomo oggetto di tale grazia la salvezza (I Pietro 4:17), che possiamo semplicemente definire come la liberazione dalla morte seconda. Come leggiamo nella Scrittura, una sola trasgressione, quella perpetrata da Adamo ed Eva aveva esteso la condanna a tutta l’umanità (Romani 5:18), ma l’atto di giustizia compiuta da Cristo che ha dato la Sua vita sulla croce per la salvezza di chiunque crede, ha portato la giustificazione che dà la vita eterna (Tito 3:7).

Dopo essere caduto nel peccato il “destino” dell’uomo era segnato, ma Dio nel Suo immenso amore lo ha dichiarato per la sola fede, non colpevole, non punibile, giusto, sulla base della Giustizia e dei meriti di Cristo. La giustificazione sancisce la pace tra l’uomo e Dio (Romani 5:1): il peccato aveva portato l’inimicizia tra Creatore e creatura e una inesorabile separazione (Isaia59:2). Ma la giustificazione ci ha avvicinato a Dio, mettendoci nella condizione di beneficiare di un rapporto di comunione con Lui.

Forse ci sono tanti che ti accusano o ti hanno accusato: Satana, religiosi o presunti tali, in certe situazioni anche la tua coscienza stessa. Credo che avendo studiando questa verità tu abbia compreso che Dio è l’unico che possa giustificarti e darti salvezza, l’unico in grado di farti sperimentare cosa significa essere in pace con Lui. Perché questo avvenga, Cristo è morto per te: Lui, Giusto, fu condannato perché tu fossi “assolto”; davanti a tanto amore non devi fare niente di particolare, sei chiamato solo a credere. Se così sarà, farai anche tu la bellissima esperienza di “veder” le porte del paradiso aprirsi davanti a te.

Luciano Di Marco