Una Scelta Tragica

Una Scelta Tragica

“Dette queste cose, Gesú fu turbato nello spirito e, apertamente, così dichiarò: ‘In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà” [Giovanni 13:21]

Le parole del brano riportato ci portano con la mente e il cuore in quella sala dove il Salvatore volle consumare l’ultima Pasqua insieme ai Suoi discepoli.
L’atmosfera serena e familiare di quel momento così bello fu interrotta dalle parole di Gesú: “Uno di voi mi tradirà”, facendo precipitare i discepoli nel turbamento e nello sconforto. Ovviamente Giuda era presente e udì quelle parole, ma non mutò la propria disposizione d’animo. Anche quando egli chiese: “Sono forse io, Maestro?” e Gesú rispose: “Lo hai detto”, perseverò con determinazione nel proprio proposito. L’espressione di affetto manifestata da Gesú nel porgergli il boccone non fu compresa da Giuda, e il Maestro si rivolse a lui dicendogli: “Quello che fai, fallo presto”.
Queste parole dovettero risuonare chiare alle orecchie di Giuda e rimangono la prova più esplicita che il suo piano fu portato a compimento in assoluta libertà e lucidità. Quell’uomo era pienamente consapevole delle proprie azioni e Gesú voleva forse offrirgli un’ultima, disperata possibilità per indurlo a ricredersi e desistere dai suoi propositi.
Il Signore ha sempre posto l’uomo di fronte a una libera scelta. Purtroppo, da Adamo in poi, l’umanità intera ne ha fatto quasi sempre un pessimo uso.
Anche Giuda non seppe comprendere il valore della libertà che gli era concessa. Eppure anche lui aveva assistito alle opere potenti di Cristo: persone liberate da demoni, guarigioni incredibili, e quella stessa potenza era stata conferita pure ai discepoli. Quindi la sua scelta appare veramente assurda, e Gesú fa pesare su di lui tutta la responsabilità dell’azione compiuta.L’amaro epilogo di questa vicenda, il “frutto” che Giuda assaporò, furono il risultato di questa tragica scelta. Egli non riuscì più a tornare sui suoi passi, a chiedere perdono al Maestro, poiché dopo la sua decisione inconcepibile, rimase “prigioniero” di quella nefasta posizione che aveva deliberatamente assunto. Egli rimase “fedele” alla sua scelleratezza fino alla morte.