Opere Maggiori

Opere Maggiori

“In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere

che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre”

[Giovanni 14:12]

Il significato più pieno di questa promessa non è da ricercarsi nei miracoli che gli apostoli operarono dopo l’ascensione di Gesú. Sarebbe difficile sostenere questa nozione con i fatti. Non leggiamo che nessun apostolo abbia camminato sull’acqua o riportato in vita una persona morta da quattro giorni. Sembra che il Signore Gesú si riferisca qui al maggiore numero di conversioni e alla più ampia diffusione del Vangelo che si sarebbe verificata durante il ministerio degli apostoli. Sappiamo dal libro degli Atti degli apostoli che avvenne così. La Bibbia non ci dice che qualche sermone predicato da Cristo abbia portato a tremila conversioni in un solo giorno, come avvenne invece a Pentecoste. In breve, “opere maggiori” significa – di fatto – più conversioni. Non c’è, infatti, opera maggiore della conversione di un’anima.

Ammiriamo la condiscendenza del nostro Maestro nell’accordare al ministerio dei Suoi deboli servitori più successo che al Suo. Impariamo che la Sua presenza visibile non è affatto necessaria al progresso del Suo regno. Egli può contribuire all’avanzamento della Sua causa sulla terra sedendosi alla destra del Padre e mandando lo Spirito Santo, come camminando personalmente nel mondo. Crediamo che non ci sia niente di troppo difficile o di troppo grande che i discepoli non possano compiere fin quando il loro Signore intercede per loro in cielo. Continuiamo a procedere per fede, aspettandoci grandi cose, malgrado ci sentiamo deboli e soli, come i discepoli. Il nostro Signore sta operando con noi e per noi, anche se non Lo vediamo. Non fu tanto la spada di Giosuè a sconfiggere Amalec, quanto l’intercessione di Mosè sul monte (cfr. Esodo 17:11).