Amore e Ubbidienza

Amore e Ubbidienza

“Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola

che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato”

[Giovanni 14:24]

 

C’è un amore speciale di Dio il Padre che è rivolto in particolare ai credenti e supera l’amore ricco di pietà e compassione con cui Egli riguarda l’umanità. Nel senso più pieno del termine, Dio è un Padre esclusivamente per quanti amano Cristo.

Al versetto 21 troviamo un altro incoraggiamento per chi si impegna ad osservare i comandamenti del Figlio di Dio. Gesú promette di amare quel credente in modo particolare e di concedergli una speciale manifestazione della Sua grazia e del Suo favore, in modo invisibile e spirituale. Questi sperimenterà nel cuore una consolazione e una gioia che l’empio e il credente incoerente non conoscono. È una manifestazione invisibile e spirituale, una realtà che si può conoscere soltanto per esperienza e che è accessibile soltanto a quanti sono santi e coerenti.

Dovremmo porre attenzione al fatto che Cristo consola alcuni del Suo popolo più di altri. Quanti seguiranno Gesú più da vicino e con ubbidienza sperimenteranno la Sua presenza con maggiore intensità.

Al versetto 24 questo grande principio è ripresentato nel senso opposto. Dove non c’è ubbidienza a Cristo non c’è amore. Niente può essere più chiaro della ripetuta ammonizione di Gesú che l’ubbidienza pratica nell’osservare i Suoi comandamenti e le Sue parole, nel fare la Sua volontà, è l’unica vera prova di amore nei Suoi confronti. Senza questa ubbidienza, la professione di fede, i discorsi, la conoscenza, l’appartenenza ad una chiesa, sì, persino i sentimenti, la convinzione e il pianto non hanno alcun valore.

Questo versetto ricorda ai discepoli l’autorità e la dignità delle parole e dei comandamenti del Signore. Chi li disprezza offende il Padre e chi li onora con la propria ubbidienza non fa che onorare il Padre.