Una Bella Eredità  

Una Bella Eredità  

“Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà.
Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti”
[Giovanni 14:27]

L’eredità che Cristo lascia ai Suoi è la pace. Essa è il dono particolare di Cristo – non il denaro, non le comodità del mondo, non la prosperità materiale, che nella migliore delle ipotesi sono beni di dubbio valore. Essi, infatti, spesso fanno più male che bene all’anima. Agiscono come pesi e ostacoli per la nostra vita spirituale. La pace interiore della coscienza, che scaturisce dalla certezza del perdono dei propri peccati e della riconciliazione con Dio, è una benedizione di gran lunga maggiore. Questa pace è proprietà di ogni credente, ricco o povero, piccolo o grande.
La pace che Cristo dona è da Lui definita “la mia pace”. Si tratta del Suo dono particolare, perché l’ha acquistata con il proprio sangue, prendendo il nostro posto sulla croce. In virtù del Suo sacrificio, Egli può ora dispensare il Suo dono a un mondo che perisce e che ama. Come Giuseppe fu stabilito e incaricato di distribuire frumento agli egiziani colpiti dalla carestia, Cristo è stato incaricato in modo speciale, nel consiglio eterno dell’Iddio trino, di donare pace all’umanità.
La pace che Cristo dà, inoltre, non è come quella che dona il mondo, perché non la conosce e non può offrirla a nessuno ma, soprattutto, perché la sua natura è celeste e non terrena. Il Signore non la concede di malavoglia, né con avarizia e neppure per un periodo limitato di tempo. Egli desidera offrirla più di quanto il mondo non desideri riceverla. È pronto a donare abbondantemente, in misura infinitamente superiore a quello che pensiamo o chiediamo: in misura scossa e traboccante, al pari della Sua grazia.
Cristo non rifiuterà mai di concederci ciò di cui abbiamo bisogno, se soltanto andiamo a Lui per ricevere. Il più grande peccatore non ha motivo di temere: guardando all’unico vero Salvatore, troverà il perdono e il rimedio a ogni dolore del proprio cuore. Il credente non deve dubitare: la paura di non essere amato e di non poter essere ancora perdonato derivano soltanto da una misera e imperfetta percezione della vera natura del Vangelo di Cristo.