Una Fine Terribile

Una Fine Terribile

“Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca;
questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano”
[Giovanni 15:6]

Il segreto per portare frutto, molto frutto e frutto permanente, in altri termini per essere santi e zelanti, sta in un’intima unione con Cristo, non esistono scorciatoie o alternative di sorta. Nella misura della nostra comunione con il Signore e, quindi, del nostro ricevere linfa vitale e forza celeste dalla Vite, saremo in grado di esprimere la vita spirituale che il Signore infonde in noi. L’esperienza conferma la verità di queste parole, infatti, i più grandi servi del Signore sono sempre stati quelli che hanno vissuto più vicino a Cristo, uomini e donne di preghiera. Dimorare in Lui e permettere al Signore di dimorare in noi, unitamente alle Sue parole e attraverso la preghiera, è garanzia di vita cristiana fruttuosa.
Quando il vignaiolo verrà a vedere se c’è frutto nella nostra vita, lo troverà abbondante, diversamente saremo sterili e inutili. Separati da Gesú, infatti, non abbiamo forza e non possiamo fare nulla. Siamo senza vita, come il tralcio troncato dalla vite, destinato soltanto a seccarsi.
Le conseguenze di una vita lontana dal Signore sono descritte nel versetto seguente attraverso una figura terribile. La fine dei falsi credenti sarà la stessa di quei tralci infruttuosi e secchi. Prima o poi sono gettati via, utili soltanto ad essere arsi. Questa sarà la fine di quanti sono cristiani soltanto di nome, di quanti voltano le spalle a Gesú e non portano frutto alla gloria di Dio perché ribelli. Raggiungeranno il fuoco inestinguibile dell’inferno.
In ogni caso, il messaggio centrale di questo brano è volto al recupero di quei tralci e non alla loro distruzione. La gravità di queste parole, infatti, ci deve far riflettere attentamente affinché non allentiamo la nostra presa dal Signore, quel vincolo vitale che solo ci garantirà la nostra sorte eterna.