Il Consolatore

Il Consolatore

“Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada;
perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore;
ma se me ne vado, io ve lo manderò”
[Giovanni 16:7]

Questo è l’appellativo dato da Gesú allo Spirito Santo. I discepoli avevano appena consumato il loro ultimo pasto con il Maestro, il loro cuore era triste al pensiero della Sua dipartita e si sentivano oppressi da un senso di debolezza e insufficienza. I timori erano generati dalla loro natura umana, ma Gesú li rassicurò promettendo un Consolatore che avrebbe trasformato la loro tristezza in gioia.

La parola “Consolatore” indica una persona chiamata al fianco di un’altra allo scopo di aiutarla, e nei tribunali dell’antichità era chiamato così anche il patrocinatore legale. Questo era il rapporto che Gesú aveva instaurato con i Suoi e questo era anche il ruolo che lo Spirito Santo avrebbe avuto alla Sua venuta. Egli sarebbe stato un altro consolatore (Giovanni 14:16), subentrando a Gesú. Dopo la Sua morte, risurrezione e ascensione i discepoli non sarebbero rimasti orfani, un altro come Lui sarebbe venuto per guidare, consolare, difendere e ammaestrare.
La parola “un altro” distingue il Consolatore da Gesú ma, allo stesso tempo, Lo pone sul medesimo piano, si tratta del Paracleto, Colui che aiuta il credente in vece di Cristo: un altro della stessa natura. Gesú sulla terra non avrebbe potuto assistere adeguatamente i Suoi redenti perché limitato dalla propria natura umana; lo Spirito Santo, invece, può operare ovunque in maniera gloriosa nella chiesa di Cristo. È Lui che permette al Figlio di Dio di abitare nel credente e rende possibile la continua e reale presenza di Gesú nella Chiesa, cosicché ogni credente può dire con Paolo: “… Cristo vive in me!”. Sono i sentimenti di Cristo, la Sua natura, le Sua virtù, ciò che lo Spirito Santo comunica al credente. Il Consolatore convince il peccatore, guida il credente e glorifica Cristo.
Non rattristiamoci, nella nostra pochezza possiamo scoprire la grandezza dell’opera del Consolatore in noi: glorificare Cristo, la missione più sublime.

Lettura biblica: Giovanni 16:7-15 [vd. Giovanni 14:16-26]