Un Carico Pesante

Un Carico Pesante

“Bel crolla, Nebo cade; le loro statue sono messe sopra animali,

su bestie da soma; questi idoli che voi portavate qua e là

sono diventati un carico; un peso per la bestia stanca!”

[Isaia 46:1]

 

Il profeta, in questo capitolo, mette in risalto la differenza che intercorre tra gli idoli, frutto della fantasia e dell’opera umana e il Vero, Unico Dio, Vivente ed Eterno, non creato dall’uomo, ma Creatore dell’essere umano e di ogni altra forma di vita.

Gli idoli sono “immobili”, devono essere trasportati, e sono un peso insopportabile perfino per gli animali da soma.

Il nostro Dio ha promesso, invece, Egli stesso di portare noi, deboli e fragili: “… io vi porterò … ed io vi sosterrò …” (v. 4); Gesù infatti invitava le persone stanche ed aggravate ad andare a Lui per ricevere riposo, consolazione, comprensione, conforto e aiuto.

Gli idoli possono anche avere un intrinseco valore materiale o artistico, se sono fatti di oro o di argento, oppure se sono pregiati pezzi d’antiquariato.

Il nostro Dio è “Spirito” (cfr. Giovanni 4:24), è nei cieli e “fa tutto ciò che gli piace” (cfr. Salmo 115:3). A Dio è piaciuto salvarci pagando Egli stesso il prezzo di riscatto della nostra vita: “… non … con argento o con oro … ma con il prezioso sangue di Cristo …” (I Pietro 1:18, 19).

Gl’idoli non rispondono né sono di alcun aiuto nei momenti di difficoltà (v. 7); ma il nostro Dio ci invita ad invocarLo proprio nel “giorno della distretta” (cfr. Salmo 50:15) e ci garantisce la completa liberazione. Quello che chiede in cambio è soltanto riconoscenza sotto forma di adorazione.

“Ascoltatemi”, conclude il v. 12. È Dio che si rivolge anche alle persone lontane, ai critici e agli scettici: tutti costoro, se si avvicinano a Lui, possono riconoscere che soltanto Cristo ha parole di giustizia, pace, speranza, amore e vita eterna.

 

Lettura biblica: Isaia 46:1-13