Zelo Senza Conoscenza

Zelo Senza Conoscenza

“Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la prese e colpì il servo

del sommo sacerdote, recidendogli l’orecchio destro …”

[Giovanni 18:10]

 

Pare che, quando Cristo ebbe dichiarato di essere Colui che cercavano, tutta la schiera fece un movimento in avanti per arrestarlo e che questo servitore, servo inferiore di casa, non ufficiale pubblico, si spingesse innanzi più degli altri preso da una sorta di frenesia incontrollata. Pietro, a sua volta, trasportato dal suo carattere impetuoso, lo colpì con la spada e gli recise l’orecchio destro. Questo particolare è menzionato da tutti e quattro gli evangelisti. Giovanni aggiunge soltanto i nomi del feritore e del ferito: Pietro e Malco.

Indubbiamente, in questo passo emerge in modo inequivocabile il temperamento impetuoso di Pietro. Impulsivo, focoso e noncurante delle conseguenze, agì istintivamente e ben presto il suo ardore si raffreddò, trasformandosi in paura. È necessario precisare, infatti, che lo zelo di un credente non si misura dalle azioni eclatanti e impulsive che compie sporadicamente, ma nella sua fede composta e costante. Giovanni, infatti, non colpì mai con la spada, ma non rinnegò il suo Signore e rimase ai piedi della croce mentre Gesú moriva.

Quello di Pietro fu chiaramente un gesto irragionevole, fatto senza minimamente riflettere, per questo la Parola ci ricorda che lo zelo senza conoscenza spesso porta ad azioni insensate di cui c’è da pentirsi; ma se siamo guidati dallo Spirito, invece, manifesteremo il frutto dello Spirito che tra l’altro è anche autocontrollo. Questa è la lezione che non dobbiamo farci sfuggire da questo episodio sconcertante.

Questo avvenimento, inoltre, diede a Gesú l’occasione per compiere l’ultimo Suo miracolo di guarigione. Luca dice che il Maestro toccò l’orecchio del servo, che guarì immediatamente. Fino alla fine del Suo ministerio, Gesú fece del bene ai Suoi nemici e diede prova della Sua divina potenza. Ma il loro cuore indurito non vi fece caso. I miracoli da soli, infatti, non bastano a convertire. Come nel caso di Faraone, anzi, essi sembrano soltanto rendere alcune persone più dure e malvagie. È un vero peccato!

 

Lettura biblica: Giovanni 18:7-11 [vd. Galati 5:16-25]