La Durezza Dell’Incredulità

La Durezza Dell’Incredulità

“Lo condussero prima da Anna, perché era suocero di Caiafa,

che era sommo sacerdote di quell’anno”

[Giovanni 18:13]

Stando alla narrazione dei sinottici, si potrebbe concludere che la cricca di persone che catturò Gesú Lo condusse direttamente al palazzo di Caiafa sommo sacerdote. Giovanni, invece, ci fornisce un particolare importante che essi hanno omesso e che noi troviamo nel versetto di oggi. Pare che Anna possedesse un’influenza del tutto particolare nei circoli religiosi e politici del tempo. Infatti, Gesú fu condotto “prima” a casa di costui per poi riprendere la triste processione. Non è per nulla improbabile che un uomo così ambizioso abbia potuto pretendere la priorità in questa sporca faccenda: probabilmente deteneva, in qualche modo, ancora l’ufficio di sommo sacerdote oppure quello di capo del Sinedrio. Sta di fatto che “prima” andarono da Anna e, dalle parole del genero Caiafa, scorgiamo tutta l’astuzia e l’opportunismo che emergeva in tale circostanza.

La lunga lista di personaggi che affollano la scena, ci fa capire che il grado di durezza e insensibilità di coscienza che l’uomo può raggiungere è qualcosa di terribile. Dio e le cose di Dio sembrano svanire dalla vista e dalla mente di chi non Lo conosce e non vuole sapere nulla di Lui. Erano appena stati testimoni di un altro miracolo di Gesú, ma i loro interessi personali e i loro calcoli diabolici assorbono tutta la loro attenzione. L’occhio umano guarderebbe a tali manifestazioni di grazia come l’occhio di un animale osserva un paesaggio romantico, senza che sul cuore della bestia resti alcuna impressione. Chi pensa che vedere un miracolo potrebbe convertirlo in un vero e proprio cristiano ha ancora molto da imparare.

Non meravigliamoci, perciò, se c’imbattiamo in casi di durezza e incredulità di cuore tra persone che pensano soltanto ai propri interessi e denigrano il Signore. La coscienza di costoro, alla fine, sembrerà incapace di qualsiasi sentimento, morta e sepolta. Chiediamo, invece, al Signore di rendere il nostro cuore sempre sensibile a tutto ciò che Egli fa e dice, per non cadere nello stesso errore.

 

 

Lettura biblica: Giovanni 18:12-14 [vd. Luca 11:29-32]