Sempre Più In basso

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“E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò”

[Giovanni 18:27]

 

Pietro era tra la folla dei nemici del Maestro e si riscaldava come uno del mondo, come se non avesse altro a cui pensare che al proprio agio, mentre il suo amato Maestro si trovava in qualche punto lontano del palazzo, prigioniero. Pietro, nella propria miserabile viltà, desiderava sembrare uno di quelli che odiavano il Maestro e pensava di nascondere il proprio vero carattere comportandosi come loro. Possiamo dubitare che, mentre si riscaldava le mani, interiormente si sentisse freddo, miserabile e senza conforto?

Quante persone seguono l’andazzo degli altri e vanno dietro alla folla, pur sapendo nel loro cuore che stanno sbagliando?

Una seconda volta troviamo l’infelice apostolo dire una bugia e questa volta viene aggiunto con enfasi: “Egli lo negò”. Più ci si allontana dal Signore e peggio si diventa. La prima volta Pietro sembra aver detto semplicemente: “Non lo sono”. La seconda volta egli nega apertamente. Persino un apostolo può cadere e diventare un bugiardo.

Il terzo rinnegamento, come sappiamo dagli altri Vangeli, fu più forte ed enfatico dei precedenti e fu accompagnato da imprecazioni e giuramenti. Più ci si inoltra nel male e più grave è la caduta.

Calvino fa notare a proposito di chi abbandona il Signore: “Sulle prime il difetto non sarà molto grave, poi diventa un’abitudine e infine, quando la coscienza si è addormentata, chi si è abituato a disprezzare la legge di Dio non considererà nulla come illegittimo, ma oserà commettere la più grande malvagità”.

La caduta di Pietro rimarrà sempre un esempio istruttivo di dove persino un grande santo possa arrivare, se trascura di vegliare e pregare, e della misericordia di Cristo nel ristabilire anche chi Lo rinnega.

 

 

 

 

 

Lettura biblica: Giovanni 18:19-27 [vd. II Timoteo 2:1-13]