Un Regno Celeste

Un Regno Celeste

“Gesú rispose: ‘Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse

di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato

nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui’”

[Giovanni 18:36]

 

Il Figlio di Dio è trascinato davanti al tribunale degli uomini per essere giudicato dal magistrato del popolo romano. Gesú, l’innocente, sa bene quello che vogliono le persone che Gli stanno attorno: la Sua morte. Di fronte al più iniquo processo che si sia mai celebrato, un cuore fornito di un minimo di sensibilità non può che riempirsi di tristezza e di dolore. Siamo davanti a uomini decisi a perpetrare il loro crimine, strumenti usati da Satana per portare a compimento il suo piano di morte.

Per i Giudei, Gesú non era che un malfattore, tanto valeva consegnarlo a Pilato. Nell’impossibilità di imputargli qualche crimine, Lo accusarono di offendere Dio con le Sue affermazioni e di avanzare “un’assurda” pretesa di regalità.

“Sei tu il re dei Giudei?”, chiese Pilato, e Gesú perentoriamente rispose: “Il mio regno non è di questo mondo!”. Una risposta laconica intesa, però, a chiarire un concetto di regalità completamente diverso da quello che avevano i Giudei e l’autorità romana. Poche parole ma intese a dissipare il dubbio dei potenti che Egli fosse venuto a privarli del loro potere. Non era questo il Suo obiettivo, ne è riprova il fatto che, quando la moltitudine volle farlo re, Egli si sottrasse e si nascose. Eppure Gesú è veramente re, ed era venuto per abbattere un potere che non era certo quello di Pilato, bensì quello che tiene dispoticamente schiavi tutti gli uomini, rendendoli servi di Satana e del peccato. Un re venuto per testimoniare della verità e per raccogliere intorno a Sé tutti coloro che sono disposti a seguirlo. Un re senza vesti sontuose, senza esercito, senza trono o seguito regale. Eppure questo re fu trascinato come un comune malfattore davanti a un tribunale e dopo un processo sommario fu condannato a morte. Il popolo Gli preferì Barabba e a Gesú non rimase che bere il calice amaro fino in fondo. Ma a questo era stato destinato prima della fondazione del mondo.