LA PREGHIERA

LA PREGHIERA

beach-1868772_1920“Non cessate mai di pregare”

1 Tessalonicesi 5:17

Perché pregare? Questo è un soggetto che richiede la massima importanza: si sono scritte e dette molte cose intorno ad essa.

I discepoli di Gesù, vedendo il loro maestro come pregava, compresero che il segreto del suo successo risiedeva nella preghiera. Da qui la richiesta: “Signore insegnaci a pregare!” Non chiesero “insegnaci a predicare” o “a compiere miracoli”, ma essi erano interessati a quella relazione intima che notavano fra Gesù e il Padre. Benedetta richiesta, frutto di un santo desiderio che ci spinge a chiedere secondo il grande bisogno in noi e verso gli altri.

È necessario sentire il bisogno di portare le nostre richieste a colui che può esaudire la nostra preghiera. Sentirsi bisognosi significa agire: nessuno va dal medico se non è malato. Se non ci sentiamo peccatori, malati, non andremo dal Signore. I sani non vanno dal medico, perché si sentono apposto. Se l’uomo di Dio non prega per la sua salute spirituale, per una crescita, per un miglioramento, è perché non ne vede la necessità. Nella parabola delle dieci vergini, cinque di esse vengono definite stolte perché non si erano preoccupate di prendere dell’olio come riserva. Perché questo? Esse pensavano di non averne bisogno e che fosse sufficiente ciò che avevano; quando trascuriamo la preghiera e non cerchiamo l’unzione dello Spirito Santo, noi ci stiamo illudendo.

Nessuno pensi che la propria vita è immune da ogni malattia: la Scrittura dice che il peccato facilmente ci avvolge e abbiamo bisogno di lottare in preghiera per riportare la vittoria. Abbiamo l’esempio di Gesù nel Getsemani: mentre era in agonia, angosciato e spaventato, Egli intensificò la sua preghiera perché sentiva il bisogno di ricevere forza per ottenere vittoria e portare a compimento l’opera affidatagli dal Padre. La preghiera ci costa qualcosa: la rinuncia a noi stessi. La carne non vuole soffrire, non vuole perdere tempo, perché è impegnata a cercare la propria soddisfazione. Ma l’amore per l’umanità spinse Gesù a sopportare ogni cosa per la salvezza dell’uomo.

È necessario avere il desiderio per poi esprimere il bisogno di cui abbiamo: conversando con la donna samaritana, Gesù creò prima il desiderio di bere l’acqua che scaturisce vita eterna. Tu, se bevi di quest’acqua, non avrai più sete! La sua risposta fu: “Signore dammi di questa acqua”.

Gesù aveva creato in lei prima il desiderio, e poi il bisogno, nel cuore.

La nostra preghiera deve avere uno scopo che risulti alla gloria di Dio e alla nostra edificazione. Eliseo ebbe il desiderio di chiedere la parte doppia dello spirito di Elia per un preciso obiettivo: non chiese per qualcosa di personale, ma per essere efficace nel servizio al Signore. Vedendo la condizione nella quale il popolo d’Israele viveva, fece questa richiesta. Sentiva il desiderio e vedeva il bisogno che il popolo tornasse al Signore.

Fratelli noi cosa vediamo? Quale bisogno desideriamo? La nostra preghiera sia: “Signore aprici gli occhi affinché possiamo vedere la nostra miseria e il bisogno urgente che abbiamo, affinché Cristo viva nei nostri cuori con tutta la sua maestà”.

Solo se siamo consapevoli del nostro bisogno andremo al Signore.

Due uomini salirono al tempio per pregare, un fariseo e l’altro pubblicano. Il pubblicano sentiva il bisogno di essere perdonato e fu esaudito, mentre il fariseo si sentiva apposto, non vedeva il suo bisogno. Molte condizioni di vita nei credenti non cambiano perché non si sente il bisogno, ci sentiamo appagati.

Abbiamo veramente il desiderio di una vita ripiena dello Spirito Santo, per essere suoi testimoni? Se sì, perché non preghiamo, perseverando fino a quanto Dio esaudisca il nostro bisogno? Come sono le nostre preghiere? Cosa desideriamo?

Signore crea in me il desiderio di amarti e servirti perché ho bisogno di Te.

Giuseppe Motolese