SEGUIRE IL SIGNORE

SEGUIRE IL SIGNORE

“Cosí parla il Signore, il tuo redentore, il Santo d’Israele: Io sono il Signore, il tuo Dio, che t’insegna per il tuo bene,
che ti guida per la via che devi seguire” [Isaia 48:17]

La vita del credente è un percorso guidato: la guida abile compete al Dio d’Abraamo, che è il nostro Dio. Egli conosce la fine del viaggio, che incomincia a intravedersi, e sa qual è il modo migliore per giungervi.
È bello che il Signore abbia una cura personale per ognuno di noi e che scelga l’eredità al posto nostro. Chi è più abile in quest’opera? Certamente non noi, che possiamo soltanto vedere le cose vicine e non la situazione futura. Dio ci sta conducendo a quella duplice meta: non soltanto alla città celeste, ma anche al traguardo di un carattere simile a quello di Cristo.
Egli sceglie anche la via con grande sapienza. Non potrà essere la più breve o la più semplice. Israele fu condotto tutto intorno, affinché non incontrasse i nemici prima di essere in grado di affrontarli, e al fine di imparare alcune lezioni che lo sottoponessero a una preziosa disciplina. Dovunque Egli ci guidi, seguiamoLo.
Ma il Signore, che ci guida così abilmente, ha anche stabilito che, durante tutto il cammino, la nostra vita sia di benedizione per gli altri, sia attraverso il nostro servizio sia tramite la nostra sofferenza. È un cammino basato sulla fede, come quello di Abraamo, che proseguiva il percorso “senza sapere dove andava”. Noi non siamo ancora arrivati, e qui, del resto, non ci siamo certo stabiliti. Conosciamo, però, la nostra Guida, quindi non ci occorre sapere né il tragitto né la meta finale.