COMPRENSIONE E FORZA

COMPRENSIONE E FORZA

“Io, io sono colui che vi consola; chi sei tu che temi l’uomo che deve morire, il figlio dell’uomo che passerà come l’erba?” [Isaia 51:12]

La parola “conforto”, tenuto conto del suo significato corrente, non traduce fedelmente il termine usato nelle Scritture. Utilizziamo questa espressione pensando, ad esempio, a una madre che placa il dolore di un figlio, o a una persona che pronuncia parole di consolazione a un amico colpito da un lutto. Sebbene un simile ministerio di consolazione possa essere racchiuso nel termine che noi conosciamo, esso non esplicita assolutamente il suo significato principale.
Spesso è stato detto che il Consolatore, nelle Scritture, è “colui viene chiamato al fianco di qualcuno per aiutarlo”. Il concetto rimanda alla figura di un avvocato che sostiene la nostra causa e tutela i nostri interessi. In effetti, la parola è resa in questi termini in I Giovanni 2:1. Comprensione del nostro bisogno, partecipazione volta a sostenere un amico, forza per andare avanti o per guarire; queste sono le qualità che caratterizzano un Consolatore in senso biblico.
Il nostro Dio soddisfa appieno tutti questi requisiti. Alcuni nostri amici hanno una profonda simpatia per noi, ma non hanno la capacità di risollevarci; altri possono sostenerci, ma mancano di comprensione e di tatto, oppure si rivelano eccessivamente ansiosi. Il Signore, però, è Colui che ci consola, e se il conforto di un nostro fratello può risultare prezioso, il conforto che ci giunge da Dio è comunque senza pari e assolutamente indispensabile.