Sangue e Acqua

Sangue e Acqua

“… Uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua” [Giovanni 19:34]

Questo fu l’atto di un individuo isolato con cui voleva significare: “Sei senza dubbio morto, ma, per esserne pienamente certo, ti colpirò con la lancia”, il verbo forò, s’intende di qualsiasi ferita, grande o piccola. Ma questa dev’essere stata particolarmente profonda, sia per l’arma con cui fu inferta sia dai risultati prodotti; ma anche dal comando di Gesú a Tommaso al riguardo (cfr. Giovanni 20:25, 27). Tutto questo perché la nostra salvezza dipende proprio dalla morte di Cristo Gesú, che necessita sia abbondantemente provata. Prima prova è la testimonianza dei soldati romani: Cristo già era morto quando essi si avvicinarono alle croci per fiaccare le gambe ai condannati. I più increduli fra i Suoi nemici non potranno mai sostenere che non fosse morto, ma soltanto svenuto, poiché i soldati romani dichiararono che, dei tre crocifissi, Cristo era certamente morto. Seconda prova: un soldato colpì Gesú nel fianco con la lancia; nessun segno di vita seguì, e questo conferma ulteriormente la Sua morte, perché un uomo semplicemente svenuto avrebbe mostrato, dopo un colpo del genere, qualche segno di vitalità, anche soltanto spirando.
Questo evento fece una impressione così profonda sull’evangelista che ne fu testimone, e gli parve in così gran pericolo di venir rigettato come una favola da quelli per i quali scriveva, che non soltanto lo attesta facendo, nel versetto seguente, appello solenne alla propria veracità, ma vi fa allusione anche altrove, come ad un fatto simbolico pieno di significati spirituali che lo Spirito Santo gli aveva rivelato.
Questi versetti hanno costituito materiale per tante speculazioni, noi vogliamo leggerne un significato del tutto speciale vedere, cioè, come il cuore del divino Maestro, perfino dopo la morte ha versato il suo tributo d’amore attraverso il rivolo di sangue e di acqua che ci parlano della Sua perfetta opera di purificazione e perdono.