LA FEDELTA’ DI DIO

LA FEDELTA’ DI DIO

La fedeltà di Dio

god-1772560_1920«Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, colui che ami […]»

Genesi 22:2

Molto probabilmente ci sarà capitato di ascoltare, nel corso degli anni, predicazioni che prendono questo passo di Genesi 22:1-19 per presentare la fede di Abramo davanti alla richiesta di Dio di offrire in olocausto l’unico figlio partorito da sua moglie; oggi, però, vogliamo andare più a fondo nell’analisi di questo brano e vedere, in esso, la fedeltà di Dio.

Questo racconto si trova all’interno del testo biblico non solo per le diverse applicazioni spirituali utili per la nostra vita che si possono scoprire, meditando questo verso (soprattutto riguardo alla fede, all’ubbidienza e alla risolutezza che il cristiano deve avere), ma anche perché Dio ha voluto anticipare (al popolo d’Israele prima, e a noi poi) un messaggio molto preciso: un padre avrebbe dovuto, un giorno, offrire in sacrificio il suo unico figlio, colui che più amava. Sì, il Signore ha voluto parlare in ogni tempo dell’Evangelo, cioè della venuta, della morte e della risurrezione di Cristo per la salvezza delle anime.

Tutta la Bibbia parla della meravigliosa grazia di Dio e della Sua fedeltà, dimostrate a noi tramite la gloriosa opera di redenzione che Gesù ha realizzato al Calvario. Già nell’Eden si parla della salvezza: in Genesi 3:15 possiamo leggere il protovangelo, cioè la prima promessa di Dio della venuta del Cristo. Adamo ed Eva si erano lasciati tentare dalle parole del serpente e avevano mangiato del frutto della conoscenza del bene e del male, la corruzione del peccato era entrata nel cuore dell’uomo e la comunione che c’era con Dio era stata spezzata; ma il progetto del Signore, sin dall’eternità, era di ristabilire quella connessione spirituale con la Sua creatura, e l’unico che potesse portare a termine questo compito era il Cristo, la Parola fatta carne.

Nei Vangeli possiamo vedere ancora una volta come la fedeltà di Dio non viene mai meno, e l’uomo riceve finalmente il dono della grazia: “ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome […] Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:12 e v. 17). Dio non solo mantiene le Sue promesse, ma va al di là: oltre a confermare la salvezza in Cristo Gesù, il Signore, nel Suo immenso amore, ci ha voluti adottare e, oggi, lo possiamo chiamare Padre! Fratelli e sorelle, abbiamo un Padre meraviglioso in Cielo che vuol prendersi cura di noi, ogni giorno, e niente l’ha fermato, nemmeno il potere della Morte, dal pagare il prezzo del nostro riscatto attraverso il prezioso sangue dell’Agnello: che la gioia e il ringraziamento siano nei nostri cuori al pensiero di quanto amore Egli ha verso di noi.

 

Abbiamo visto brevemente come il Signore ha dimostrato la Sua fedeltà sin dall’inizio dei tempi, dando dei messaggi al Suo popolo; abbiamo visto come Dio è stato fedele e ha realizzato le Sue promesse, ma ancora c’è molto che la Chiesa deve vedere: la promessa della salvezza non si esaurisce al Calvario, ma continua ancora oggi ed è nostro compito che, in attesa della seconda venuta di Cristo, il Fedele e Veritiero (vedi Apocalisse 19:11), l’Evangelo venga predicato ad ogni creatura perché “… Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

Il Signore è fedele, mantiene le Sue promesse e vuole che anche noi, un giorno, entriamo nella Sua gloria: se i problemi e le difficoltà dovessero instillare dei dubbi nella nostra mente, ricordiamoci di tutto quello che Dio ha fatto e vuole continuare a fare per noi, stringiamoci di più a Lui, cerchiamo di più la Sua presenza e la pienezza del Suo Santo Spirito in noi ed Egli non mancherà di benedirci.

Dio non è un uomo, da poter mentire, né un figlio d’uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?” (Numeri 23:19)

   

A Dio sia la gloria.

 

Mattia Bertaggia