La Divinità Di Gesú

La Divinità Di Gesú

“Tommaso gli rispose: ‘Signor mio e Dio mio!’”

[Giovanni 20:28]

In questo versetto Cristo viene chiamato “Dio” da uno dei Suoi discepoli, senza che ne segua alcuna proibizione o rimprovero da parte Sua. La nobile esclamazione che scaturì dalla bocca di Tommaso, quando si convinse che il Signore era veramente risuscitato, ammette soltanto un significato: era una chiara testimonianza della divinità di Gesú.

Era l’inequivocabile dichiarazione per cui Tommaso credeva che Colui che aveva visto e toccato non fosse soltanto uomo ma Dio. Fu una testimonianza che il nostro Signore ricevette e non proibì, una dichiarazione davanti alla quale non pronunciò una sola parola di rimprovero.

Quando Cornelio si gettò ai piedi di Pietro per adorarlo, l’apostolo rifiutò immediatamente un tale onore: “… Àlzati, anch’io sono uomo!”, rispose (Atti 10:26). Quando gli abitanti di Listra volevano offrire un sacrificio a Paolo e Barnaba, essi “… si strapparono le vesti, e balzarono in mezzo alla folla, gridando: ‘Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani come voi …’” (Atti 14:14, 15). Ma quando Tommaso disse a Gesú: “Signor mio e Dio mio!”, queste parole non suscitarono una sillaba di rimprovero da parte del nostro Maestro. Possiamo forse dubitare che queste cose non siano state scritte per il nostro ammaestramento?

Fissiamo bene nella nostra mente che la divinità di Cristo è una delle verità fondamentali del cristianesimo e diamo la vita per difenderla! Se il Signore Gesú non fosse vero Dio ci sarebbe un limite alla Sua mediazione, alla Sua espiazione, al Suo ufficio di avvocato, al Suo sacerdozio, all’intera Sua opera di redenzione. Queste gloriose dottrine sarebbero inutili blasfemie se Cristo non fosse divino. Benediciamo per sempre Dio perché la divinità di Cristo è insegnata chiaramente e abbondantemente dalla Scrittura e poggia su prove che non potranno mai essere smosse.

Egli è Dio e quindi “… può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio …” (Ebrei 7:25).