LA QUALITA’ DI UNA PREGHIERA

LA QUALITA’ DI UNA PREGHIERA

“Oh, squarciassi tu i cieli, e scendessi! Davanti a te sarebbero scossi i monti”
[Isaia 64:1]

Questa è la preghiera che il popolo eleva in tempo di grave crisi spirituale, un tempo che si colloca tra le promesse del Signore ed un futuro ancora sconosciuto.
Prima di tutto notiamo la richiesta che Dio operi, come nel passato . Il profeta chiede all’Eterno d’intervenire potentemente e di manifestarsi, come aveva fatto secoli prima al Sinai (cfr. Esodo 19:16-19). Se Dio facesse ora le medesime cose – dice la preghiera – i monti sarebbero smossi, il Nome del Signore sarebbe conosciuto dai Suoi avversari e le nazioni temerebbero. Dio, nel passato, aveva operato in questo modo, agendo in favore dei credenti, cioè di “quelli che hanno il cuore integro verso di lui” (II Cronache 16:9).
La lettura di oggi, poi, addita la necessità di confessare il peccato, affinché Dio operi . Isaia considera che il Signore “va incontro” ai giusti, ai fedeli … per cui ora è adirato contro i Suoi figlioli che hanno peccato, sono impuri e la cui giustizia è come un panno sporco … Nessuno prega più, nessuno “si sveglia” per impegnarsi davanti a Dio. Una confessione sincera e completa è indispensabile, se vogliamo che la nostra preghiera sia esaudita.
È chiaro, inoltre, che occorre avere fiducia nell’intervento del Signore : “Tuttavia, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo l’argilla e tu colui che ci formi …”. Egli è il Creatore. Noi oggi siamo il Suo popolo scelto, come Israele lo era nel passato, siamo oggetto del Suo amore e possiamo rimetterci alla Sua misericordia, pregandoLo di perdonarci perché non disponiamo di nessun’altra risorsa materiale o spirituale per essere restaurati.
“Oh squarciassi tu pure i cieli e scendessi!”, Dio questa preghiera la esaudirà in Cristo in favore di chi si converte interamente a Lui, operando in maniera straordinaria a pro dei Suoi figlioli.