Odio e Tenebre

Odio e Tenebre

“Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre

e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi”

[I Giovanni 2:11]

 

La caduta dell’uomo ha provocato uno stravolgimento completo del suo essere, egli era stato creato a somiglianza di Dio e la natura di Dio è amore incondizionato verso il prossimo, ma le tenebre hanno preso il sopravvento su lui ed hanno generato odio.

La volontà del Signore costituiva l’unica regola dell’esistenza dell’uomo fino al momento in cui i nostri progenitori sostituirono la gratificazione personale alla legge di Dio. Da quell’istante, l’interesse egoistico divenne il principio dominante dell’umanità e il mondo è ciò che è proprio perché l’essenza della vita è la gratificazione del proprio io.

Non sappiamo cosa provocasse la differenza tra la disposizione del cuore di Caino e Abele. Abbiamo qualche indizio nella Scrittura, ma la ragione fondamentale per la quale i due fratelli differivano tra loro è avvolta nel mistero. L’apostolo Giovanni ci dà una spiegazione nella sua prima epistola, dichiarando che Caino uccise il fratello perché le sue opere erano malvagie, mentre quelle di Abele erano giuste. Dio avvertì Caino che il peccato era in agguato alla porta del suo cuore, lo esortò a vegliare perché non vi entrasse. Commesso il delitto, il sangue di Abele gridò contro il fratello, perché tutti i peccati gridano al Signore, ed Egli è il vindice di ogni bisognoso che con semplicità e fede si affida a Lui. Infatti, grazie a Dio c’è un grido più forte di quello di Abele, che non chiede giudizio ma misericordia: quello di Cristo Gesú (cfr. Ebrei 12:24).

Questo mondo è pieno di invidia, gelosia, lotte e omicidi, perché l’uomo è guardiano di sé stesso anziché del proprio fratello, perché il nostro interesse è prepotentemente al centro della nostra vita. La prima epistola di Giovanni controbilancia l’episodio di Caino e contiene la sua correzione, perché quando mettiamo Dio al primo posto e Lo amiamo con tutto il cuore, ameremo anche il nostro fratello. Quando ci apriamo alla marea dell’amore di Dio, ci eleviamo al di sopra degli scogli rocciosi del nostro egoismo nel vasto oceano della vera vita (I Giovanni 3:14-17).

 

Lettura biblica: I Giovanni 2:7-11 [vd. I Corinzi 13]