Esortazioni Personalizzate

Esortazioni Personalizzate

“… Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio

rimane in voi, e avete vinto il maligno”

[I Giovanni 2:14]

 

Il Pellegrinaggio del Cristiano , di John Bunyan, è un classico della letteratura evangelica, uno dei libri più cari al cuore dei credenti. Esso narra il viaggio allegorico di Cristiano verso la città eterna. Ogni tappa del viaggio rappresenta una prova, una tentazione o una vittoria nella vita del credente. Il messaggio del libro è attuale e incoraggiante, malgrado sia stato scritto quasi cinquecento anni fa.

Questo passo dell’epistola di Giovanni, per certi versi, è simile al libro di Bunyan, riprende le varie tappe della vita nella fede. L’apostolo, innanzitutto, si rivolge a tutti i credenti chiamandoli “figlioli” (v. 12), poi rivolge esortazioni specifiche ai credenti che si trovano nelle diverse tappe del cammino verso il cielo, ai “padri” e ai “giovani”.

Giovanni inizia il capitolo concentrandosi sui neofiti. Innanzitutto li incoraggia, dicendo che i loro peccati sono stati perdonati e li rassicura sul loro rapporto con il Padre. L’apostolo, inoltre, ricorda ai nuovi credenti queste verità fondamentali perché sono quelle messe più in discussione da sempre e anche oggi: i loro peccati sono stati completamente purificati dal sangue di Gesú Cristo (1:7) e ora sono figli di Dio (3:1).

L’apostolo, poi, si rivolge ai “padri”, cioè a quanti sono maturi nella fede. Questi credenti conoscono Cristo da molto tempo e il loro rapporto con Lui è stato messo alla prova e si è rinsaldato negli anni. Forse Giovanni ricorda loro che, sebbene stiano invecchiando e abbiano vissuto molte esperienze, il Signore che hanno conosciuto rimane immutabile.

Infine Giovanni si dedica ai “giovani”, a quanti si trovano cioè tra questi due stadi, tra chi è appena nato e chi è maturo nella fede. Questi credenti devono imparare come stare fermi e diventare forti mediante la Parola di Dio. Forse anche noi dobbiamo ripassare la lezione per vincere il maligno.

 

 

 

 

Lettura biblica: I Giovanni 2:7-11 [vd. Romani 8:31-39]