Sostegni Pericolosi

Sostegni Pericolosi

“Hanno costruito gli alti luoghi di Tofet nella valle del figlio di Innom, per bruciarvi nel fuoco i loro figli e le loro figlie; cosa che io non avevo comandata e che non mi era venuta in mente” [Geremia 7:31]

Uno dei significati della parola “Tofet” proviene da un termine aramaico che significa “sostegno”, “forno”. Si trattava più precisamente del sostegno per reggere sul fuoco la vittima, umana naturalmente, in genere bambini, maschi e primogeniti usata per i sacrifici pagani. Le ricerche archeologiche, soltanto in tempi piuttosto recenti hanno messo in luce quanto una simile pratica fosse tristemente diffusa in ambienti cananei e come, per il tramite delle colonizzazioni puniche, si fosse diffusa in molte zone del bacino mediterraneo. La cosa che risulta più difficile da accettare è che rituali così abominevoli fossero fatti propri anche dagli Ebrei e si svolgessero a pochi metri dalle porte di Gerusalemme, in una piccola valle “Gehinnom” da cui deriverà il termine “Geenna”, usato per indicare il luogo di sofferenza e castigo riservato ai peccatori. La città santa, quindi, confinava con un luogo che sarebbe diventato simbolo di afflizione e castigo eterno, quasi a testimoniare come il bene spesso sia assediato dal male e come quest’ultimo, alle volte, sia prossimo e contiguo al bene stesso. Difficile, perciò, immaginare un’aberrazione maggiore: il “popolo del libro” sacrificava i propri figli per propiziarsi una divinità straniera e sanguinaria.
Geremia allora profetizza che in quel luogo di morte periranno, colpite questa volta direttamente da Dio, moltitudini di persone. I cadaveri, viste le proporzioni del massacro, non troveranno sepoltura e quel luogo, di conseguenza, diventerà quanto mai impuro. Di lì a poco tempo le parole del profeta avrebbero trovato adempimento: un potente nemico suscitato da Dio. Queste cose ci portano a riflettere sul fatto che un uomo, per quanto possa vantare dei trascorsi spirituali importanti, nel momento in cui abbassa la guardia e cede alla pressione del mondo esterno può scivolare nell’idolatria più deleteria attirando su di sé l’inevitabile giudizio di Dio. Per quanto ci riguarda, combattere i “Moloc” di questo mondo e dimostrare fedeltà all’Eterno vogliono essere gli imperativi di tutta la nostra vita.