Credere In Dio, Amare i Fratelli

Credere In Dio, Amare i Fratelli

“Chiunque crede che Gesú è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque

ama colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato”

[I Giovanni 5:1]

 

Lo scritto di Giovanni non contiene distinzioni ben marcate tra le parti che lo compongono e, quindi, le transizioni tra lo svolgimento di due serie di pensieri avviene per lo più in modo quasi inaspettato. I due primi versetti del quinto capitolo sono, infatti, secondo alcuni esegeti, connessi con quel che precede, perché vi si ragiona ancora dell’amore per i fratelli. Ma, d’altra parte, si sente già qui la nota dominante dell’ultima parte di questa lettera: la fede in Gesú quale Messia e Figlio di Dio. Di questa fede l’autore espone, in una rapida serie di pensieri le conseguenze e il fondamento divino. In I Giovanni 4:15, lo scrittore aveva dichiarato: “Chi riconosce pubblicamente che Gesú è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio”, in I Giovanni 5:5 dirà: “Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesú è il Figlio di Dio?”. Per Giovanni, Gesú non potrebbe essere il Messia se non fosse il Figlio di Dio e, infatti, come potrebbe Egli essere il Profeta, il Sacerdote e il Re perfetto, se non in virtù della Sua natura divina? Chi crede di cuore in Gesú quale Messia o Cristo venuto da Dio a salvare, è nato da Dio, è figlio di Dio. Ritroviamo qui il pensiero espresso nel Vangelo Giovanni 1:12,13, dove leggiamo: “A tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio …”. La fede li unisce a Cristo e li costituisce figlioli di Dio; ma più che un diritto, essi ricevono una natura nuova che li fa essere partecipi della natura divina, membri effettivi della famiglia di Dio e quindi, fratelli di tutti coloro che Dio ha adottato come figli Suoi. A questo sublime pensiero, segue la conseguenza pratica: “… e chiunque ama colui che ha generato [cioè Dio], ama anche chi è stato da lui generato”, gli altri credenti. Se c’è nella famiglia terrestre affetto filiale verso i genitori e affetto fraterno tra i nati dagli stessi genitori, molto più devono esistere simili affetti nella sfera superiore della parentela spirituale ch’è più profonda e più duratura di quella carnale.