Certe Di Fede

Certe Di Fede

“Guariscimi, Signore, e sarò guarito; salvami, e sarò salvo; poiché tu sei la mia lode” [Geremia 17:14]

Prima di giungere a questa dichiarazione, il profeta fa una descrizione impietosa dell’uomo che confida nel suo prossimo che si fa forte di sé stesso.
Nonostante la condizione intorno a lui, il profeta è consapevole del proprio bisogno e fa sua questa invocazione : “Guarisci me! salva me!”. Egli sapeva bene del bisogno generale del popolo, ma confessava altresì come suo questo bisogno. Talvolta guardiamo a quello che è il bisogno degli altri e dimentichiamo che siamo per primi noi bisognosi di Dio; un bisogno reale, effettivo e personale.
Lo stesso Geremia, e noi con lui, non è sgomento, è certo della risposta divina : “Guarisci e sarò guarito, salvami e sarò salvo”. Non traspare dubbio di sorta, egli sa bene che l’opera di Dio è sicura ed il Signore sarebbe stato in grado di sanare ogni ferita del cuore ed ogni malanno del corpo.
Conosceva la verità della promessa: “Getta sul Signore il tuo affanno, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli” (Salmi 55:22).
Inoltre, egli dichiara la ragione di tale certezza: Dio è la sua lode . Il profeta del pianto, quello delle lamentazioni, l’incompreso e il reietto, fa di Dio l’oggetto della sua lode a prescindere da tutto, perché non sono le circostanze esterne a determinare il suo stato d’animo, ma la presenza e l’opera stessa di Dio nella sua vita.
Geremia sapeva bene il significato delle promesse: “Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato” e “Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia” (Isaia 40:29; 41:10) e tu?