L’Immondezzaio Del Mondo

L’Immondezzaio Del Mondo

“Perciò, ecco, i giorni vengono, dice il Signore, in cui questo luogo non sarà più chiamato Tofet, né la valle del figlio d’Innom, ma: Valle del Massacro” [Geremia 19:6]

Nella sua distorta etimologia “Tofet” significa rogo e forno. Una località che avrebbe avuto la non invidiabile funzione di determinare terminologicamente e fissare nella memoria collettiva le immagini di quel luogo di castigo, convenzionalmente definito inferno. Rogo, forno e “valle del massacro”, queste definizioni evocano episodi tristissimi della più recente guerra mondiale, campi di sterminio, forni crematori, genocidio. Dio manda ad effetto con una puntualità e inesorabile determinazione le profezie indirizzate centinaia di anni prima alla Sua gente, per ammonirla a desistere da una condotta superficiale e ribelle, volendo scongiurare il pericolo di una definitiva separazione da Lui.
L’avvertimento di allora tocca oggi il popolo cristiano: è l’esortazione a non abbandonare l’Eterno, a non profanare il Suo tempio che, con la venuta dello Spirito Santo in noi, è il corpo stesso del credente. È l’invito a non adorare gli dei del materialismo mondano e a inculcare nei figli la conoscenza del Dio di verità e di salvezza. In caso contrario, si verrà consumati sull’altare della violenza, della carnalità, della pazzia e della perdizione eterna.
Quando un vaso di terracotta viene frantumato è impossibile recuperarlo. La brocca spezzata da Geremia, per raffigurare la rovina di Israele, doveva contenere acqua. Quel popolo era stato prescelto per essere una sorgente di vita per il resto del mondo, per preparare nei cuori la venuta del Redentore, ma fallì miseramente. L’annuncio della salvezza e della redenzione, dopo il grave rifiuto di Israele opposto a Gesù di Nazaret, Figlio di Dio, è stato affidato a chi sembrava non potesse essere Suo popolo.
La grazia divina rivela così tutta la sua efficacia e crea “l’assemblea” di Gesù Cristo, la quale, se ripiena di Spirito Santo, fa scorrere sul mondo “fiumi di acqua viva”. Ma anche questa comunità è composta di “vasi di terra”, perciò deve vivere umilmente, fedelmente, operosamente e con ubbidienza, per non incorrere nella ignominiosa fine di quel popolo che fu frantumato e gettato da Dio nell’immondezzaio del mondo.