Messi Alle Corde

Messi Alle Corde

“Se dico: ‘Io non lo menzionerò piú, non parlerò piú nel suo nome’, c’è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa;
mi sforzo di contenerlo, ma non posso” [Geremia 20:9]

Questo capitolo si apre con un’annotazione cronachistica: Geremia fu perseguitato a causa dei messaggi che aveva pronunciato e che annunciavano la distruzione di Gerusalemme a causa del peccato.
Pascur, l’ufficiale sovrintendente del tempio, colpì e percosse Geremia e poi lo mise nei ceppi nella prigione per liberarlo solamente il giorno seguente. Il Signore si usò del profeta per pronunciare un severo messaggio di giudizio su quest’uomo. La seconda parte del capitolo esprime invece il lamento del profeta al quale pesavano le quotidiane derisioni e le continue persecuzioni che doveva subire. Geremia è “alle corde”, riaffiora il travaglio del suo cuore, e arriva qui a toccare il punto culminante della sua sofferenza interiore, giungendo perfino a maledire il giorno in cui è nato.
Le parole del nostro testo non esprimono soltanto i sentimenti di Geremia, ma anche la sua reale esperienza con Dio. Sotto la tensione di quella prova e quel dolore è tentato di abbandonare l’opera e rifiutarsi di parlare ancora nel nome del Signore. Ma quando cerca di farlo scopre che nel suo cuore c’è un fuoco ardente che arriva fino alle ossa e non potendo assolutamente contenersi deve parlare. Questo è il peso della Parola di Dio e forse, soltanto coloro che l’hanno sperimentato possono comprendere che annunciare al mondo la Parola del Signore a volte significa soffrire, ma trattenerla è un’esperienza anche peggiore. L’apostolo Paolo esprimeva lo stesso concetto quando affermava: “Guai a me se non evangelizzo”.
La Parola di Dio, quando giunge a noi, produce sempre il Suo effetto, innanzitutto quello di darci zelo e rinnovare le nostre forze, perché mediante l’opera dello Spirito Santo possiamo annunciarla senza tener conto delle conseguenze e delle eventuali sofferenze. Dio ci aiuti a consentire allo Spirito Santo di rendere ardente la nostra predicazione, in modo che, come preziosi strumenti nelle Sue mani, possiamo annunciare efficacemente tutto l’Evangelo.