La Vita Come Bottino

La Vita Come Bottino

“Colui che rimarrà in questa città morirà di spada, di fame o di peste; ma chi ne uscirà per arrendersi ai Caldei che vi assediano vivrà,
e avrà la vita come suo bottino” [Geremia 21:9]

Sedechia fu l’ultimo re di Giuda. Di lui ci viene laconicamente ricordato che fece ciò che è male agli occhi del Signore. Non ascoltò la voce dei profeti che parlavano per bocca di Dio. Tantomeno il re Sedechia, trovandosi agli sgoccioli della sua vicenda terrena, ascoltò Geremia: spaventato per l’avvicinarsi dell’esercito babilonese, fece appello al profeta soltanto affinché intercedesse per lui presso il Signore. La replica di Dio fu tutt’altro che condiscendente. Il Signore non intendeva liberare il Suo popolo, anzi permise all’esercito di Babilonia di assediare la città e farla capitolare. Il consiglio di Geremia fu quello di cedere ai babilonesi per salvare il popolo dalla morte. Il Signore al quale ubbidiamo è un Dio d’amore e di misericordia. Ma l’Eterno è anche mosso da un irrinunciabile principio di giustizia. Egli agisce con assoluta equità e rettitudine. Come uomini siamo soggetti a sbagliare, per questo motivo abbiamo costantemente bisogno di confidare in Dio. Dimenticarsi di Lui, scordare la Sua benignità ed agire senza la guida dello Spirito Santo, seguendo unicamente gli impulsi della carne, è una condotta molto grave che dà spesso luogo a situazioni irreparabili. Il Signore pur rimanendo fermo nella Sua giustizia, manifesta tutta la Sua comprensione verso l’uomo.
Come Suoi figliuoli siamo in dovere di agire rigorosamente nell’ambito della Sua volontà. Sedechia forse comprese la gravità dei suoi errori ma fu incapace di porvi rimedio. I fatti che seguirono ci ricordano quanto cara costò quella continua disubbidienza al Signore. La città fu distrutta, gli utensili della casa di Dio furono portati a Babilonia, molti uomini furono uccisi, la casa del Signore fu incendiata, le mura e i palazzi di Gerusalemme distrutti, gli stessi figliuoli del re vennero scannati. Un messaggio del profeta rivolto alla casa reale conclude questo capitolo. Si tratta dell’ennesima esortazione che, per quanto possa rimanere inascoltata, vorremmo fare nostra e rivolgerla ad ogni uomo, affinché, agendo in ubbidienza alla Parola di Dio, non faccia sì che il Signore si accenda di sdegno e mostri la Sua ira.