Il Messaggio Divino

Il Messaggio Divino

“Cosí parla il Signore: Scendi nella casa del re di Giuda, e là pronunzia questa parola” [Geremia 22:1]

Nel brano che consideriamo oggi, possiamo agevolmente distinguere due messaggi. Il primo (vv. 1, 2), rivolto a Geremia, conferisce espressamente un mandato al profeta, per trasmettere un preciso messaggio da parte di Dio alla casa del re di Giuda. Il secondo è rivolto proprio al re di Giuda, Ioiachim. Dio si serve di uomini per raggiungere altri uomini. In questo modo, essi diventano strumenti nelle Sue mani: armati della Sua Parola, il Signore affida loro un compito da portare a termine. Dovere del messaggero è “consegnare” il messaggio integralmente. Non deve deformarlo, diluirlo, né adulterarlo in alcun modo. Da parte sua, il messaggio del Signore è semplice, chiaro, mirato, tale da centrare con precisione i termini della questione sulla quale si deve intervenire. Non si tratta quindi di formule oscure, di segnali vaghi o ambigui, diversamente sarebbe un’impresa ardua comprenderne le intenzioni e soprattutto darvi praticamente seguito. Il messaggio di Dio, diventa difficile e incomprensibile all’uomo che vuole imporre la propria volontà. Dobbiamo purtroppo constatare con quanta frequenza i messaggi provenienti da Dio vengano disattesi. Egli, però, ben consapevole di questo, non si limita semplicemente a indirizzare un monito, ma, insieme ad esso, rivela il risultato dell’accettazione o del rifiuto (vv. 4, 5).
Così ha fatto Gesù, quando ha detto: “Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato …” (Giovanni 3:18). Giovanni il battista, rendendo testimonianza a Gesù, parlò della vita eterna come risultato della fede in Lui, e dell’ira di Dio per coloro che rifiutano di credere (cfr. 3:36). Anche l’apostolo Paolo ci parla di un doppio risultato: della vita eterna per i figliuoli di Dio e della morte eterna quale salario di una vita costantemente votata al peccato. Il Signore, nei confronti dell’uomo, è animato sempre da propositi di perdono, moltiplicando pazientemente e fino all’ultimo richiami ed esortazioni a rifondare in Lui la propria esistenza, a noi spetta ascoltarlo e ubbidire, allora potremo dire con il salmista: “Quant’è grande la bontà che tu riservi a quelli che ti temono …” (Salmo 31:19).