Aspettiamoci L’esaudimento

Aspettiamoci L’esaudimento

“Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo
qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce”
[I Giovanni 5:14, 15]

Questo principio era già stato esposto da Giovanni nei versetti precedenti: “… se il nostro cuore non ci condanna, abbiamo fiducia davanti a Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo ciò che gli è gradito” (I Giovanni 3:21, 22). Qui la fiducia nell’esaudimento della preghiera è intimamente connessa alla certezza di possedere la vita eterna mediante la fede in Cristo. Si potrebbe dire che questa certezza sia il solo prodotto della fiducia riposta in Lui, perché i due sentimenti poggiano sulla relazione intima, filiale tra il credente e il suo Dio, Salvatore e Padre. C’è però una precisazione importante da fare circa le cose che possiamo chiedere: devono essere secondo la Sua volontà. Il credente ha ricevuto lo Spirito d’adozione per il quale grida: “Abbà! Padre”, ma quel medesimo Spirito “… viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili …”, e “intercede per i santi secondo il volere di Dio” (Romani 8:26, 27). La nostra debolezza può indurci a chiedere cose che non sarebbero né per il nostro bene né per il bene del prossimo; ed è un atto di bontà divina non esaudire tali richieste ma quando, sotto la guida dello Spirito Santo, chiediamo cose conformi ai disegni di Dio solo savio, allora sperimentiamo quella serena fiducia, perché sappiamo che Egli ci ascolta e ci esaudisce.
Non ci sono cose impossibili per chi intercede fondandosi su questa promessa, perché l’Iddio onnipotente che ascolta la sua preghiera non conosce l’impossibile. La consapevolezza della propria debolezza e inutilità viene cancellata da un travolgente senso della gloria di Dio e della grazia del privilegio di potersi accostare a Lui nel nome di Cristo. Nel nome del nostro grande Sommo Sacerdote, il Padre concede ogni cosa. Il credente ha ottenuto udienza con il Re del cielo. Abbiamo il privilegio di accostarci al Re: presentiamogli grandi richieste, perché la Sua grazia e la Sua potenza sono infinite, non potremo mai chiedere troppo, ma facciamolo secondo la sua volontà.