La Comunione Dell’Amore

La Comunione Dell’Amore

“L’anziano alla signora eletta e ai suoi figli che io amo nella verità
[e non solo io ma anche tutti quelli che hanno conosciuto la verità]”
[II Giovanni 1]

Il Signore Gesú onorò di speciale affetto talune donne pie di cui è conservato il nome nei Vangeli. Non ci meraviglia dunque se un Suo discepolo si preoccupa dell’edificazione delle donne cristiane in seno alle chiese che pasce. La lettera dell’apostolo è la sola diretta a una signora. Privilegio massimo di questa donna non sono le grazie esterne, le doti intellettuali, la posizione sociale, ma l’essere definita eletta da Dio a salvezza, per la gloria eterna. Altro privilegio speciale è quello di essere madre ed educatrice nella verità di una numerosa famiglia che segue le sue orme, dando al mondo e ai fedeli l’immagine consolante di una famiglia che, dopo aver conosciuto la verità, cammina in essa, la conserva nel cuore e si adopera per divulgarla. Argomento questo di gioia davvero particolare per una madre, ora e per l’eternità, dal momento che la fede comune in Cristo crea un legame spirituale che la morte non distrugge. L’apostolo che scrive si definisce anziano, non perché rivestito dell’ufficio di sovrintendente locale, ma perché egli ha, come tale, una sovrintendenza più vasta e più alta, e perché la sua età avanzata gli dà l’autorità propria di chi ha maturato una lunga esperienza cristiana, che risale fino ai primordi del ministerio dello stesso Signore Gesú. La destinataria della lettera è designata con le due parole eklektheé kurìa (eletta signora) alle quali si sono date le interpretazioni più diverse. La questione non ha rilevanza pratica e ci atteniamo all’opinione secondo cui la lettera è stata diretta da un “anonimo ben noto e autorevole”, per ufficio e per età, a una signora anonima caratterizzata dalla parola eletta, più preziosa di tutti gli appellativi. Alla madre, probabilmente vedova, sono associati i figli, anch’essi credenti sinceri. Della madre e dei figli Giovanni aggiunge: “… che io amo nella verità …”, cioè non soltanto sinceramente, ma come persone che hanno in comune con me il possesso della verità evangelica la quale crea un legame spirituale fra i credenti “e non solo io ma anche tutti quelli che hanno conosciuto la verità” rivelata da Cristo. Infatti, la comunione dell’amore è vasta quanto quella della fede.