“IO SONO” IL PANE DELLA VITA

“IO SONO” IL PANE DELLA VITA

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In Giovanni 6:35 troviamo la prima dichiarazione di Gesù con l’incipit “Io Sono”. Gesù si paragona al pane, un alimento che tutti i suoi ascoltatori conoscevano bene e avevano provato più e più volte: Cristo si presenta a noi, non in modo incomprensibile, con discorsi dotti o filosofici, ma in maniera semplice, dando così a tutti la possibilità di comprendere e beneficiare del Suo insegnamento.

Queste parole vennero pronunciate ad una folla che aveva goduto del miracolo della moltiplicazione dei pani (Giovanni 6:1-15), e cercava Cristo perché era stata saziata (Giovanni 6:26). Il Signore voleva indirizzare loro alla ricerca di qualcosa che potesse saziare il loro bisogno spirituale, perciò si presenta come il pane della vita. Dobbiamo ammettere che, spesso, ci affatichiamo per “saziare” i nostri appetiti umani, e c’è il rischio di seguire Gesù per ottenere cose che possano farci stare bene su questa terra; ma la Parola del Signore ci fa comprendere che abbiamo bisogno di un “alimento” che soddisfi il nostro spirito, e l’unico che può farlo è Dio.

Forse, vivendo noi in una società consumistica, facciamo fatica a calarci nel contesto di questa pagina del Vangelo; infatti, al giorno d’oggi, all’orario dei pasti si susseguono una serie di portate prelibate, con gli ingredienti più svariati e spesso il pane viene snobbato. Ai tempi di Gesù, invece, il pane era un alimento essenziale, centrale e insostituibile di ogni pasto. Capitava spesso che le tavole fossero prive di certi alimenti, ma il pane quello no, non poteva proprio mancare. Il messaggio di Gesù era ed è chiaro ancora oggi: Egli è essenziale per la vita di ogni uomo; come l’alimentazione è necessaria alla vita del corpo, così Cristo è indispensabile affinché l’uomo abbia la vita eterna, leggiamo infatti: “Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne, [che darò] per la vita del mondo” (Giovanni 6:51).

Il pane era un alimento da consumare ogni giorno, così Cristo deve fare parte della nostra quotidianità. Alcuni, purtroppo, si ricordano di Gesù la domenica, altri per natale, pasqua o in particolari momenti, ma il Signore vuole essere il nostro pane quotidiano, che nutre la nostra vita, per farla crescere e saziarla (Giovanni 6:35). È bello notare come Cristo non si presenta a noi come un ingrediente, ma come un alimento completo: il Signore, infatti, non vuole essere uno degli “ingredienti” della nostra vita, non vuole soltanto far parte della nostra esistenza, ma desidera esserne l’elemento centrale. Egli è: “IL PANE DELLA VITA”, l’uso dell’articolo determinativo ne indica l’originalità e l’unicità.

Davanti alla Parola del Signore interroghiamoci se stiamo cercando Cristo per ricevere un beneficio materiale o perché riconosciamo che Egli vuole darci qualcosa assai più importante e soddisfacente, la comunione con Dio. Chiediamoci se ci stiamo “cibando” di Lui, se Egli riveste un ruolo essenziale delle nostre giornate, o se al contrario ha un posto marginale nei nostri pensieri, o nelle attività che svolgiamo durante le nostre giornate. Qualunque siano le nostre risposte, impegniamoci a fare nostra l’esortazione che Gesù fece a quella folla che lo seguiva per scopi materiali, e che non aveva per Lui la giusta considerazione. Egli disse loro: “Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo” (Giovanni 6:27).

Alla fine del capitolo leggiamo che alcuni dei suoi discepoli, per la durezza del Suo insegnamento, smisero di seguirLo (Giovanni 6:60,66), Pietro invece disse: “Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio” (Giovanni 6:68-69).

Anche noi, avendo compreso l’importanza di Cristo, desideriamo rimanere in Lui, Egli che è il pane della vita.

 

Luciano Di Marco