La Salvezza Nei Secoli

La Salvezza Nei Secoli

“Ecco, i giorni vengono, dice il Signore, in cui io manderò ad effetto la buona parola che ho pronunziata riguardo alla casa d’Israele
e riguardo alla casa di Giuda” [Geremia 33:14]

In questo capitolo, Geremia pur nella scomoda posizione di profeta del dolore, delle pubbliche calamità e dello scoramento, rende partecipe il popolo d’Israele di una nuova promessa di restaurazione e di libertà, anticipazione del Regno e del Sacerdozio perpetuo del Messia.
Troviamo evidenziate nei primi versetti le due direttive lungo le quali si svolge l’azione di Dio: l’iniziale punizione di Gerusalemme, data nelle mani dei babilonesi e la successiva restaurazione di Giuda e Israele.
Ci troviamo pertanto di fronte a uno straordinario contrasto tra ciò che quella nazione era diventata, a causa del peccato, e ciò che sarebbe stata in virtù della misericordia di Dio.
È bene specificare che l’opera del Signore non è guidata da un principio di arbitrarietà, pertanto il comportamento apparentemente duro da parte Sua era da imputarsi all’intollerabile disubbidienza del popolo e soprattutto alla perversità che caratterizzò la maggior parte dei re d’Israele succeduti a Davide.
Dal versetto 14 in poi viene indicato chi sarebbe stato il fondamento di questa restaurazione gloriosa. Il Redentore, al quale sono stati attribuiti i più svariati e preziosi appellativi, è qui annunziato come il Germoglio che spunterà dal tronco della famiglia di Davide, il Rampollo per eccellenza, il Germe di giustizia sul quale si adempirà la promessa, cioè “Gesù”.
Questo messaggio di salvezza e riscatto è più che mai valido oggi, perché Cristo è il nostro personale Salvatore e liberatore. Anche noi possiamo ottenere restaurazione e rigenerazione dal peccato, se confidiamo in Lui, facendo nostra la Parola di salvezza che fu inizialmente rivolta al popolo di Israele, poi anche ai Gentili e quindi a tutti coloro che riconosceranno Gesù come vero Signore e Salvatore dell’anima.