Reale Emancipazione

Reale Emancipazione

“… Ecco: io proclamo la vostra emancipazione, dice il Signore …” [Geremia 34:17]

Il Signore ha sempre considerato tutti gli uomini uguali davanti a Sé. Se ad alcuno viene affidato di più, o se la nostra posizione comporta determinate responsabilità nel campo del Signore, non per questo dobbiamo sentirci superiori agli altri.
La liberazione degli schiavi giudei, era una disposizione a cui il Signore evidentemente attribuiva una particolare rilevanza, simbolo di emancipazione, di amore, uguaglianza e riscatto.
Tuttavia, l’uomo non è mai stabile nelle proprie posizioni e tutto quello che gli Ebrei avevano realizzato affrancando i loro fratelli, fu pregiudicato allorché vollero riassoggettarli, riconducendoli all’originaria condizione di schiavitù.
Erano entrati nel patto con Dio e non lo avevano mantenuto, la loro situazione era diventata peggiore di quella di prima. Mancava in loro il fondamento del rapporto con Dio: l’amore! Non amavano il Signore, avevano soltanto paura di Lui e quando la prova finì tornarono al loro peccato.
L’Eterno giunge quindi a proclamare l’“emancipazione” di tutto il popolo, espressione questa, usata con toni sarcastici, utile a ricordare loro che non sarebbero più stati “schiavi” della prosperità ma “liberi” per andare incontro alla spada. È l’uso che ne facciamo della nostra libertà che ne determina davvero la realtà.
La libertà che noi credenti abbiamo non è frutto di una lotta di classe o di qualche rivolgimento politico, ma di una potente ed effettiva opera di redenzione compiuta da Cristo, e la libertà che Egli ci ha conquistato è totale. Inoltre, la verità della Sua Parola la consolida.
Il prezzo della nostra totale emancipazione come figli di Dio è stato pagato da Cristo Gesù; ora siamo figliuoli Suoi e come tali dobbiamo vivere.