Tradizione e Comunione

Tradizione e Comunione

“… io vi ho parlato, parlato fin dal mattino, e voi non mi avete dato ascolto” [Geremia 35:14]

Queste parole centrali del testo rivelano da sole la lezione che Dio vuole impartire. La decisione dei Recabiti di non bere vino per rimanere fedeli alla scelta di un loro antenato prova quanto gli uomini sappiano essere leali alle tradizioni ricevute dai loro progenitori, mentre talvolta, con una facilità sorprendente, i redenti da Dio non mantengono le regole da Lui stesso fissate.
Nella storia umana potremmo rintracciare un’infinità di esempi analoghi, a dimostrazione del fatto che alle volte l’uomo naturale dà prova di costanza e abnegazione più e meglio di quanto sappiano fare molti credenti. Spesso “i figli delle tenebre”, per usare un’espressione di Gesù, sono più avveduti dei figli della luce (cfr. Luca 16:8; Vers. Riveduta). Essi talvolta rimangono fedeli alle loro tradizioni umane e familiari, mentre con superficialità e leggerezza i credenti dimenticano le regole stabilite dalla Parola di Dio.
Potremmo allora chiederci: qual è la nostra tradizione? Non abbiamo forse rinnegato le consuetudini tramandateci dagli avi o, peggio ancora, “quella fede una volta per sempre tramandata ai santi”? Dov’è ora la nostra totale aderenza alla “tradizione divina” così com’è rivelata in maniera perfetta nella Bibbia, la Parola di Dio? Il Signore ci ha parlato “fin dal mattino” e continua a parlarci mediante la Sua Parola e l’opera dello Spirito Santo la rende attuale, comprensibile e praticabile per ciascuno di noi.
Il Signore non si rivolga mai a noi, con le parole: “Vi ho parlato e voi non mi avete dato ascolto”.
Ripetiamo come il giovanetto Samuele e con i credenti di ogni tempo: “Parla, Signore, poiché il tuo servo ascolta” (I Samuele 3:9).