Palese Delusione

Palese Delusione

“Ho scritto qualcosa alla chiesa; ma Diotrefe,

che aspira ad avere il primato tra di loro, non ci riceve”

[III Giovanni 9]

 

Molte sono le difficoltà, molte le fatiche, molti i dolori e le delusioni dei predicatori del Vangelo, degli educatori d’anime nella famiglia e nella scuola. Ma essi hanno pure delle grandi gioie, quando sentono che i loro “figliuoli spirituali” camminano nella verità appresa dai ministri, dai genitori o dai maestri. Meglio questo che il saperli coperti di gloria mondana o ricchi di beni materiali piuttosto che spirituali.

Mentre si è benedetti, però, talvolta accade che vengano in essere delle opposizioni e contrasti che corrompono quest’atmosfera di sacra spiritualità. Ciò avvenne a causa di Diotrefe: ancora oggi la sua persona crea un sentimento misto a delusione e frustrazione. Infatti, un uomo di talento, ricco di mezzi, può essere una grande benedizione in una congregazione, quando si lascia guidare dallo Spirito di Cristo; ma può diventare una maledizione se è invaso da uno spirito di ambizione. Allora, non soltanto trascura il proprio bene, ma impedisce ad altri di compierlo e ad altri ancora di beneficiarne: che squallore!

Quanto male, nel corso dei secoli, abbia fatto alla Chiesa lo spirito di dominazione, non è possibile dirlo e neanche conoscerlo appieno. La smania di primato è diventata un giogo spaventevole per le coscienze, una fonte di divisioni, di scandali, un’occasione di guerre e contese. E intanto, come fatto da Diotrefe nei confronti dell’apostolo Giovanni, l’autorità viene svalutata, il rispetto dimenticato, il senso del bene comune calpestato, al pari dell’autorità delle Scritture. Ma la verità dell’Evangelo vincerà questo spirito e la santità di un popolo unito e timorato di Dio rovescerà tali tendenze all’intolleranza e alla prepotenza. Ai credenti sinceri non resta che ispirare la propria condotta alla norma dell’apostolo: “Carissimo, non imitare il male, ma il bene …”.

 

 

 

 

Lettura biblica: III Giovanni 7-15 [vd. I Corinzi 1:4-13]