Cristiani Pratici

Cristiani Pratici

“Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea”

[Apocalisse 1:11]

 

La visione che si dispiega davanti agli occhi del “discepolo che Gesú amava”, lo spaventa al punto da farlo svenire. Il Signore gli appare nella Sua potenza, non più come l’umile carpentiere di Nazaret, ma come il Figliolo di Dio, risplendente della gloria che aveva presso il Padre.

Paolo stesso afferma: “… se anche abbiamo conosciuto Cristo da un punto di vista umano, ora però non lo conosciamo più così” (II Corinzi 5:16); per Giovanni si tratta dunque di una visione del tutto inaspettata, che lo coglie di sorpresa. Questa esperienza ha un immediato scopo pratico ed edificante: “Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese”.

Tramite questi versetti il Signore ci insegna la santità e la concretezza che devono sempre caratterizzare le nostre esperienze spirituali. Alle volte, dimenticando quanto grande e santo sia il Signore, ci comportiamo con assoluta leggerezza. Dimentichiamo, a causa dell’eccessiva confidenza, che Egli è Colui che tiene le chiavi della morte e dell’Ades che egli è il Primo e l’Ultimo, l’Eterno, e da Lui dipende ogni cosa. È doveroso ricordare, invece, quanto sia importante temere il Signore.

Questo brano ci dà anche un importante insegnamento concernente la praticità dell’esperienza cristiana. Giovanni non ebbe questa visione come un favore personale, ma al fine di comunicare un messaggio ben preciso ai credenti di ogni tempo.

Ogni tanto qualcuno pensa di dovere tenere per sé quanto il Signore gli ha donato, e vivere con Dio una sorta di comunione individualistica. Sebbene il nostro rapporto con il Signore sia innanzitutto individuale e personale, questo non deve portarci a credere che possiamo evitare il rapporto con la fratellanza. Dalla nostra comunione con Gesú, infatti, possiamo attingere nuove risorse per il nostro bene spirituale, per quello dei nostri fratelli e di quanti periscono nel peccato.

 

 

 

Lettura biblica: Apocalisse 1:9-20 [vd. II Timoteo 4:1-5]