Storia e Profezia

Storia e Profezia

“Geremia andò da Ghedalia, figlio di Aicam, a Mispa, e abitò con lui

in mezzo al popolo che era rimasto nel paese”

[Geremia 40:6]

 

Questa fase del ministerio di Geremia segue la caduta di Gerusalemme e l’esilio del popolo. Il libro del profeta diventa più che mai un insieme di storia e profezia, dove la parte storica rappresenta la puntuale conferma delle sezioni a contenuto profetico.

Pare evidente che le autorità babilonesi fossero a conoscenza del culto rivolto all’Eterno e del fatto che Geremia ne fosse un autorevole messaggero. Questo spiega la benevolenza nei riguardi del profeta e giustifica la libertà di cui godeva, al punto da poter decidere di stabilirsi ovunque, perfino a Babilonia.

Ma le parole del testo ci illustrano la prontezza con la quale operò la sua scelta: molti erano rimasti nel paese, generalmente i poveri, i deboli e i meno abbienti e Geremia scelse di rimanere con loro. Questo residuo era sotto il governo di Ghedalia, un buon governatore, ma come leggeremo in seguito, troppo ingenuo e ottimista.

Per questa ragione, Geremia rivela tutto il suo carattere quando decide di rimanere con questi superstiti, per proclamare loro la Parola dell’Eterno e salvaguardarli da errori e cadute.

Qualcuno direbbe che il suo ministerio non fu di successo, ma egli rimase fedele alla propria chiamata e scelse di soffrire con il popolo del Signore, rinunciando ad una vita più confortevole a Babilonia.

Quale lezione per i credenti di ogni tempo, che sono chiamati a servire Dio anche nel mezzo di circostanze avverse, mettendo da parte il proprio tornaconto e le proprie comodità. Lo Spirito Santo ci aiuti a fare sempre le nostre scelte per il bene del popolo di Dio e unicamente alla gloria del nostro Redentore.