Casellario Giudiziario Di Dio

Casellario Giudiziario Di Dio

“Moab è devastato; le sue città salgono in fumo, il fiore dei suoi giovani

scende al macello, dice il re, che si chiama il Signore degli eserciti”

[Geremia 48:15]

 

Un magistrato, prima di punire una persona, esamina nel casellario giudiziario i suoi precedenti penali. Il profeta Geremia non profetizza di sua iniziativa contro Moab, ma vi è spinto direttamente dal Giudice Supremo. Non giudica Moab per le sue origini, discende infatti da Lot, ma per il suo comportamento nei riguardi di Israele.

Malgrado l’ordine impartito da Dio al popolo che uscì dall’Egitto, che gli imponeva di non distruggere i Moabiti, questi non si dimostrarono per nulla riconoscenti verso Dio e il Suo popolo. Piuttosto, sedussero una parte degli Israeliti spingendoli ad un culto idolatra e a più riprese si unirono ad altri popoli per combattere Israele. Quello di Moab era un popolo orgoglioso che vituperava l’eredità del Signore, compiendo continue scorrerie nella terra promessa. Tutte queste cose ed altre erano scritte nel casellario giudiziario divino.

Il Signore non punisce quei Moabiti che riconoscono la sovranità dell’unico Creatore e del Suo popolo eletto. Non possiamo dimenticare le vicende di Rut, la moabita, nei confronti della quale non fu tenuta in alcuna considerazione la sua origine. Questa donna, avendo conosciuto il Dio di Naomi e il Suo popolo, fu premiata dal Signore; da essa discende il Salvatore del mondo. Anche Davide, fra i suoi valorosi ufficiali aveva un moabita. Il casellario giudiziario divino conserva i nomi delle persone che agiscono come Moab.

Diversamente, si vedrà premiato chi saprà riconoscere che Egli è l’Unico degno di essere adorato per aver mandato Gesù, il Riconciliatore, Colui che non ha riguardo all’origine delle persone ed è stato fatto giudice dei vivi e dei morti! Come tale è l’Unico Magistrato che può cancellare, nel casellario giudiziario di Dio, ogni peccato mediante il Suo sangue, facendoci partecipi dell’eredità incorruttibile ed eterna con il Suo popolo eletto.

Ora il nostro nome non è più nel casellario giudiziario divino, ma nel libro della vita. Di fronte a tale amore, non loderemo il nostro Redentore?