Ambiguità Spirituale

Ambiguità Spirituale

“Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente.

Oh, fossi tu pur freddo o fervente!”

[Apocalisse 3:15]

Gesù definisce Sé stesso “l’Amen, il testimone fedele è veritiero”. Questa per i credenti è ancora oggi una realtà, a dispetto di un’epoca in cui ogni cosa è soggetta al relativismo. Dobbiamo credere, senza se e senza ma, che l’unica fonte della verità è Gesú. Questa non è una visione ristretta, ma si tratta di concentrare la nostra fiducia in Colui che ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita”.

“Tu non sei né freddo né fervente …”. Laodicea era situata vicino a Ierapoli che aveva delle fonti di acqua termale calda usate per scopi medicali. Vicino a Laodicea vi era anche Colosse che aveva delle fonti di acqua fresca e pura. Laodicea, invece, non aveva una propria fornitura d’acqua e doveva approvvigionarsi da una vicina città a sud, dalla fonte di Baspinar, tramite acquedotti e tubature che la distribuivano poi nella città. Quest’acqua, però, non soltanto diventava tiepida nel tragitto, ma emetica (che causava vomito) a motivo della qualità, oltre che dalla temperatura. Ci sembra plausibile che Gesú abbia usato questa metafora per dire che se le loro opere fossero state “calde come le acque di Ierapoli” sarebbero servite ad uno scopo importante; se, di contro, fossero state fredde come quelle di Colosse, avrebbero avuto un ulteriore valore, quello di dare refrigerio. Ma le loro azioni erano disgustose come le acque che scorrevano a Laodicea.

A Laodicea era successo proprio questo: i credenti assomigliavano alle “altre acque”, ma ne avevano perso la qualità sostanziale, diventando ambigui, distaccati, superficiali, tiepidi. Il Signore era nauseato ed era pronto a vomitarli.

Qual è la tua condizione? Ti ricordi lo zelo che avevi quando hai accettato Gesú come Salvatore? Hai perso quel vigore? La tua chiesa è fervente o si è intiepidita? Cosa possiamo fare per riaccendere quel fuoco? Gesú ci dà la risposta: “Sii dunque zelante e ravvediti”.

 

 

 

Lettura biblica: Apocalisse 3:14-22 [vd. Romani 12:11-21]