Tragica Profanazione

Tragica Profanazione

Tragica Profanazione

 

“Noi eravamo coperti d’infamia all’udire gli insulti, la vergogna ci copriva la faccia, perché gli stranieri erano venuti nel santuario della casa del Signore”

[Geremia 51:51]

In quel contesto il popolo di Dio aveva il volto coperto di vergogna, poiché quello di introdurre estranei nel Luogo Santo, riservato esclusivamente ai sacerdoti, fu un atto terribile. Ovunque intorno a noi vediamo riproporsi i medesimi motivi di dolore. Quanti uomini non consacrati si stanno preparando per lavorare nel ministerio? Che peccato tremendo è la solenne bugia, secondo la quale anche chi non manifesta il frutto del ravvedimento sia riconosciuto come membro comunicante della Chiesa! Com’è spaventoso che servizi spirituali siano svolti da professionisti della fede, e che tra le chiese più illuminate del nostro paese ci sia una tale trascuratezza nella disciplina. Se le migliaia di persone che leggeranno questo commento portassero tutte la questione davanti al Signore in questo stesso giorno, Egli interverrebbe per allontanare il male che altrimenti s’abbatterà sulla Chiesa. Corrompere la Chiesa significa inquinare un pozzo, versare acqua sul fuoco e seminare con pietre un campo fertile. Tutti dovremmo avere a cuore di mantenere la Chiesa pura attraverso un’attitudine appropriata, poiché essa è l’assemblea dei credenti e non una nazione o una comunità composta di persone inconvertite.

Lo zelo che ci viene richiesto, ad ogni modo, dovrebbe iniziare dalla nostra casa. Esaminiamo noi stessi riguardo al nostro diritto di accostarci alla tavola del Signore. Assicuriamoci di indossare il nostro abito di nozze, per non essere considerati come intrusi nel santuario dell’Eterno. Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti; la via è stretta, e la porta altrettanto angusta. Che grazia meravigliosa andare direttamente a Gesù, con la fede di un eletto di Dio! Colui che percosse Uzza per aver toccato l’arca, è molto geloso dei Suoi ordinamenti. Come vero credente posso avvicinarmi ad essi liberamente, ma come estraneo non posso toccarli per paura di morire. Esaminare il proprio cuore è un preciso dovere per tutti coloro che sono battezzati o che si siedono alla mensa del Signore.