Giudizio e Misericordia

Giudizio e Misericordia

“Il decimo giorno del quinto mese – era il diciannovesimo anno di Nabucodonosor, re di Babilonia – Nebuzaradan, capitano della guardia del corpo, al servizio del re di Babilonia, giunse a Gerusalemme” [Geremia 52:12]

 

La distruzione di Gerusalemme, il saccheggio del tempio e la deportazione del popolo furono la tragica conclusione di un lungo periodo nel quale Dio cercò, tramite il profeta Geremia, di riportare a Sé il Suo popolo, ma senza alcun risultato (cfr. Geremia 25). Leggendo il brano notiamo che una parte del popolo, resasi conto, seppur tardivamente, dell’illusorietà di quel tentativo di ribellione, cercò disperatamente di mettersi in fuga nottetempo, praticando una breccia nelle mura della città.

Quella manovra volta a forzare l’assedio posto a Gerusalemme non andò a buon fine, ogni tentativo di sfidare la forza dei Babilonesi si rivelò del tutto inutile. A maggior ragione nessuno potrà sfuggire agli occhi dell’Eterno perché tutte le cose sono nude e scoperte davanti a Lui (cfr. Ebrei 4:13). Egli osserva con il Suo sguardo le cose più piccole e quelle più grandi giudicando motivazioni e sentimenti (cfr. Matteo 10:42; 7:21). Il Suo giudizio e il conseguente castigo possono sembrare duri ma è comunque buono per il credente sottomettervisi.

Se invochiamo la misericordia divina senza essere disposti ad accettare il Suo giudizio saremo portati ad un irrigidimento del cuore, e non ci sentiremo spinti ad abbandonare veramente il male, ma la Parola di Dio ci avverte: soltanto chi confessa ed abbandona le sue trasgressioni otterrà misericordia (cfr. Proverbi 28:13). Se ci sentiamo messi con le spalle al muro dal Signore, ricordiamoci che a Suo tempo Egli ammonì il popolo d’Israele affermando che lo avrebbe castigato con giusta misura (cfr. Geremia 30:11).

Verifichiamo alla luce della Sua Parola la nostra condotta ed esaminiamo se abbiamo commesso degli errori. Non indugiamo se siamo consapevoli della necessità del nostro pentimento (cfr. Osea 13:14) ed Egli ci benedirà: “Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno” (cfr. Ebrei 4:16).