Il giusto giudice

Il giusto giudice

“… Egli ha gettato dal cielo in terra la gloria d’Israele, e non si è ricordato dello sgabello dei suoi piedi, nel giorno della sua ira!” [Lamentazioni 2:1]

Leggendo questa ode funebre avvertiamo la pietà e il dolore per Gerusalemme, orribilmente devastata dai Caldei durante l’occupazione del paese. Forse saremo sconcertati nel vedere che Dio permise una simile rovina, ma, fugando ogni perplessità, dobbiamo riconoscere che la causa di tutti i problemi fu la ribellione del popolo alle leggi e ai consigli di Dio. Giuda si era abbandonato all’immoralità e all’idolatria, rifiutando la Parola del Signore per trastullarsi in oracoli vani e seduttori (v. 14), per tutti questi motivi l’ira di Dio divampò.

Sta scritto: “Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, infatti è per queste cose [fornicazione, impurità, avarizia, idolatria, disonestà, ecc.] che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli” (cfr. Efesini 5:6).

L’intervento sovrano del Signore stroncò l’iniquità dei Giudei unitamente ai rituali praticati senza sincerità d’animo. Il culto, infatti, si risolveva in atti puramente esteriori ed erano quindi del tutto inefficaci. Con l’abbattimento dell’altare e la distruzione del tempio (vv. 6, 7), in presenza dei magistrati del popolo e delle vergini, qualsiasi cerimoniale veniva a cessare.

L’ira di Dio è parte integrante della Sua perfetta giustizia! Ove occorre, il Suo giudizio arriva severo e puntuale (v. 8) e in questo modo la giustizia divina trionfa (cfr. Lamentazioni 1:18). Leggiamo, infatti, nella Sacra Scrittura: “Tu, invece, con la tua ostinazione e con l’impenitenza del tuo cuore, ti accumuli un tesoro d’ira per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio. Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere” (Romani 2:5, 6).

La distruzione di Gerusalemme, per quanto lontana nel tempo, rimane un costante monito per il popolo di Dio, per non ricadere nello sviamento sperimentato dagli Ebrei: “Infatti è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al vangelo di Dio? … Il Signore giudicherà il suo popolo. È terribile cadere nelle mani del Dio vivente” (I Pietro 4:17; Ebrei 10:30, 31), ricordiamolo!