Ricordare e Ravvederci

Ricordare e Ravvederci

“Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi

le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimoverò il tuo

candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi”

[Apocalisse 2:5]

Possiamo camminare per lungo tempo nelle vie del Signore ed accorgerci ad un certo punto che qualcosa di fondamentale è stato trascurato: abbiamo perduto il nostro primo amore! Possiamo anche ricevere un plauso per gli aspetti positivi del nostro servizio, essere elogiati per le nostre buone opere, per l’impegno, la costanza, per la sopportazione e la conoscenza biblica, ma se l’amore che avevamo inizialmente per Cristo viene a mancare, noi stiamo percorrendo la strada che ci allontanerà dal Maestro.

Non possiamo trascurare il fatto che la mancanza d’amore per Cristo ci porterà, inevitabilmente, ad un progressivo deterioramento della nostra vita cristiana. Lo zelo comincerà a scemare, l’interesse per i perduti lascerà il posto ai nostri desideri egoistici e avremo più a cuore il nostro benessere piuttosto che il Regno di Dio.

Non ci deve stupire il fatto che il Signore chieda un nuovo ravvedimento, imponendo di tornare al punto di partenza. Può sembrare umiliante per dei credenti apparentemente maturi doversi ribassare al pari di un qualunque peccatore dell’ultima ora, ma dobbiamo tenere ben presente che il rapporto vitale con il nostro Salvatore deve essere ripristinato su basi solide, se vogliamo che la nostra vita porti ancora del frutto.

La richiesta di Gesú di ricordare, ravvederci e ritornare a compiere le opere di prima, non deve apparire un’esortazione fuori luogo che drammatizzi un determinato stato di cose, ma rappresenta la condizione essenziale per recuperare il posto che ci è stato assegnato. Proprio a questo punto riscopriamo ammirati la dimensione dell’amore di Dio: noi L’abbiamo abbandonato, ma Lui non ci ha lasciati. Nella Sua grazia ci rivolge un nuovo appello, ci invita ancora all’ascolto della Sua Parola, ci esorta a prestare attenzione alla voce sottile del Suo Spirito e questo lo fa per il nostro bene, per farci poi assaporare il meritato frutto della vittoria. Se abbiamo ancora “orecchio” sapremo ascoltare.