Segni o Fede?

Segni o Fede?

“Portalo sulle spalle, in loro presenza; portalo fuori quando farà buio; copriti la faccia per non veder la terra; perché io faccio di te un segno per la casa d’Israele” [Ezechiele 12:6]

Alcuni operano una netta distinzione fra il “Dio dell’Antico Testamento”, presentato come una divinità guerriera e vendicativa, e il “Dio del Nuovo Testamento”, amorevole e misericordioso. Questo testo di Ezechiele, insieme a molti altri, ci mostra quanto in realtà una simile distinzione appaia infondata. Il continuo intervento divino in favore del Suo popolo si rivela costante, almeno quanto la Sua misericordia e la Sua giustizia.

In questo episodio, il Signore chiama il profeta a divenire “segno” per l’intera nazione, per rendere chiaro ed agevole il messaggio che il giudizio è prossimo ed imminente. Nel Vangelo viene riportata la richiesta che alcuni rivolsero a Gesù al fine di ottenere un “segno”, un evento straordinario in grado di accreditare le Sue parole. In realtà quegli uomini cercavano un alibi per la loro incredulità. Notiamo come, pur esprimendosi in termini di fede in Dio, costoro ricercassero in realtà, il dato visibile, l’esperienza sensibile, al solo scopo di veder confermato il proprio scetticismo e la propria indifferenza.

Noi credenti, alle volte, siamo tentati di fare lo stesso. Richiedere un segno che confermi ciò che già la Bibbia ci indica come la volontà del Signore non è altro che cercare di scaricare su Dio le nostre responsabilità. “Il giusto vivrà per fede” (Galati 3:11), è un modello di vita che si estende dal momento della salvezza a quello del trapasso; dobbiamo quindi esercitare quotidianamente la nostra fede. Non affanniamoci alla ricerca di prodigi da cui far dipendere la nostra condotta. Dio è onnisciente, onnipotente e sa perfettamente di cosa necessitiamo. Riposiamo in Lui con assoluta fiducia.