Scetticismo Mortale

Scetticismo Mortale

“Figlio d’uomo, ecco, quelli della casa d’Israele dicono: La visione che ha costui riguarda giorni futuri, egli profetizza per tempi lontani” [Ezechiele 12:27]

Per circa un trentennio il profeta aveva avvertito il popolo del pericolo a cui andava incontro a causa del proprio allontanamento dal Signore. Nonostante questo, il tempo passò inesorabile ed il popolo rimase insensibile ed incredulo: invece di ritornare all’Eterno, si persuase che quelle minacce non si sarebbero avverate.

L’apparente “ritardo” divino sembrava incoraggiare questa pericolosa situazione.

La risposta di Dio fu: “… Si avvicinano i giorni in cui si realizzerà ogni visione” (v. 23), ma il popolo replicava caparbiamente: “La visione che ha costui riguarda giorni futuri, egli profetizza per tempi lontani”. Anche a costoro fu data la medesima risposta: “Nessuna delle mie parole sarà piú rinviata; la parola che avrò pronunziata sarà messa ad effetto, dice Dio, il Signore” (v. 28). In qualità di cristiani abbiamo diverse profezie che ci riguardano da vicino, ma una su tutte riveste una particolare importanza: quella del ritorno del Signore.

Non permettiamo allo scetticismo di insinuarsi in noi; in realtà Dio non ritarda l’adempimento della Sua promessa, come alcuni ritengono che faccia, ma Egli è paziente verso di noi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento.

Pietro profetizzò per lo Spirito Santo che negli ultimi tempi degli schernitori avrebbero insinuato: “… Dov’è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione” (II Pietro 3:4). Agli scettici va risposto che “… per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno” (II Pietro 3:8).