Nuove Esperienze

Nuove Esperienze

Se siamo interessati a crescere nella Grazia, troviamo nell’esempio fornito dall’apostolo delle valide indicazioni per la nostra crescita spirituale. Giovanni, confinato nell’isola penitenziario di Patmos a causa dell’Evangelo, viveva in comunione con Dio e sperimentava la Sua Gloria, rapito in Spirito. Da ciò che leggiamo nella sua prima lettera, laddove, dichiara: “Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita”, possiamo evincere che egli avesse già realizzato delle esperienze spirituali eccezionali: aveva visto la Trasfigurazione di Gesú, era presente quando la figlia di Iairo tornò in vita, all’agonia nel Getsemani; durante l’ultima cena aveva posato il capo sul petto del Maestro, ai piedi della croce gli fu affidata la madre di Gesú, al sepolcro realizzò la risurrezione di Cristo, fu addirittura definito “il discepolo che Gesú amava”. Era forse appagato da tutte queste esperienze? No!

“Dopo queste cose …”, c’era dell’altro! Da questo punto del libro, l’orizzonte delle visioni si allarga e abbraccia le sorti dell’intero regno di Dio fino alla fine dei tempi. Il profeta ne contemplerà lo svolgimento nelle sue grandi fasi. Queste parole segnano sì il principio di un nuovo periodo nelle rivelazioni apocalittiche, ma significano pure che l’esperienza del credente è sempre nuova, indipendentemente da dove si trova o dalla situazione che affronta. E Giovanni, rimanendo in stretta comunione con il Signore, ricevette e descrisse una rivelazione del tutto nuova.

Anche noi siamo invitati a nuove esperienze spirituali, ma dobbiamo compiere lo stesso cammino dell’apostolo: vedere una porta aperta, udire la voce di Dio che continua a parlarci e salire più in su nella nostra comunione con Dio.

Se desideriamo di più dal Signore, cerchiamo le cose di lassù! (cfr. Colossesi 3:1, 2).

Lettura biblica: Apocalisse 4:1-11 [vd. Colossesi 3]