Un Cantico Nuovo

Un Cantico Nuovo

“Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo: ‘Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio,

con il tuo sangue, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione’”

[Apocalisse 5:9]

La patria della musica è il cielo e il canto di lode dei redenti non dura un istante, ma è permanente, come i sentimenti da cui sgorga. Si tratta di un cantico nuovo suscitato da cose nuove. Nuova è la conoscenza del piano di Dio comunicata agli uomini dal Suo Figliolo; nuovo è il fatto della Sua incarnazione; nuovo il sacrificio da Lui offerto al Golgota: unico, di valore eterno, che abolisce quelli figurativi dell’antica economia di Dio; nuovi i privilegi acquistati per mezzo di esso ai redenti; nuova l’universalità dei benefici dovuti alla redenzione che si estendono a gente d’ogni nazione sotto il cielo; nuovi sono i cieli e nuova la terra che spettano ai redenti; la Gerusalemme che scende dal cielo è una città nuova; nuovo perfino il nome del Redentore (14:3; 15:2; 3:12; 21:5).

Tutte le preghiere dei santi nei cieli e sulla terra, i loro inni di lode si concentrano e si rinnovano qui, nel cantico nuovo che innalza l’Agnello. Egli è degno di rivelare e di eseguire i disegni di Dio perché la salvezza del mondo poggia sul sacrificio espiatorio da Lui compiuto. La Vittima immolata volontariamente e i benefici che ne derivano ai credenti costituiscono il tema principale del loro cantico. L’immagine del sangue quale prezzo di riscatto, si incontra già negli scritti di Paolo dove leggiamo: “Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (I Corinzi 6:20), ma anche in Atti 20:28; I Pietro 1:18, 19, a significare il valore che abbiamo agli occhi di Dio. I termini “tribù, lingua, popolo e nazione” esprimono nel modo più significativo e preciso possibile che la salvezza provvedutaci in Cristo è universale, senza distinzione. Dio ha amato il mondo e in Cristo non c’è né Giudeo, né greco, né barbaro, né scita, né uomo, né donna.

Facciamo eco alle parole di questo cantico celeste, dal nostro cuore possa elevarsi una sincera adorazione: “Signore Gesú, tu sei degno!”.

 

 

Lettura biblica: Apocalisse 5:6-10 [vd. I Cronache 16]