Il Sigillo Di Dio

Il Sigillo Di Dio

“Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché non

abbiamo segnato sulla fronte, con il sigillo, i servi del nostro Dio”

[Apocalisse 7:3]

Si parla spesso nell’Apocalisse di imprimere su di una persona un segno o un sigillo. Questo brano è piuttosto noto, anche se, purtroppo, spesso non è stato oggetto di un esame attento e devoto. Appare estremamente chiaro, dai versetti che seguono il nostro, che quanti sono stati segnati in fronte sono autentici Israeliti. Questo risulta lampante a una lettura piana e letterale, infatti, troviamo scritto: “Centoquarantaquattromila segnati di tutte le tribù dei figli d’Israele” e, fino a prova contraria, i figli di Israele sono i discendenti di Giacobbe e cioè i Giudei.

Prima che i venti inizino a scatenarsi per danneggiare la terra (vv. 1-3), Dio provvede a fortificare quei 144.000 come oggi fa con la vita spirituale dei credenti genuini. Il vento spazzerà via la pula, ma il grano resterà sull’aia e sarà raccolto nel granaio. Il segno divino è quello che esenta i credenti dagli assalti del male.

Il nostro brano ci riporta ad avvenimenti di un periodo da collocare dopo il rapimento della Chiesa, dai quali si possono trarre per via analogica, dei precisi insegnamenti validi anche ai nostri giorni.

Gli Israeliti saranno suggellati in fronte con il suggello dei “servi del nostro Dio”. Questo segno sarà certamente visibile e richiama alla nostra mente il suggello con il quale il Signore contrassegna ogni Suo figliolo: lo Spirito Santo. La presenza di questa Persona divina ci assicura che apparteniamo al Signore e che, con Lui, godremo la gioia dei santi.

Nella visione quelli che hanno ricevuto il segno appaiono un gruppo numericamente ben circoscritto, soltanto centoquarantaquattromila, probabilmente appartati in funzione di una missione del tutto particolare. Oggi, invece, le porte della Grazia sono ancora spalancate a tutti e milioni di peccatori redenti hanno accesso al cielo perché suggellati dallo Spirito Santo. Noi, insieme a loro, camminiamo verso la Sion celeste per proclamare che Gesú è per sempre il nostro Signore e noi siamo Suoi.

 

 

Lettura biblica: Apocalisse 7:1-8 [vd. Efesini 1:6-14]