Il Legno Inutile

Il Legno Inutile

“Figlio d’uomo, il legno della vite che cos’è piú di qualunque altro legno? Che cos’è il tralcio che è fra gli alberi della foresta?” [Ezechiele 15:2]

Ogni uomo crede di trovarsi al centro del suo piccolo universo, volendo illudersi di fare capo a sé stesso, sentendosi padrone di quella piccola fetta di mondo alla quale appartiene e pensando di essere quasi indispensabile. Se ci misuriamo con un criterio diverso da quello che ci è abituale, vale a dire con il metro della storia, all’improvviso ci scopriamo confusi fra le infinite moltitudini vissute nei secoli passati. Questa scoperta della relatività della vita, della insignificante piccolezza e fragilità dell’uomo, ci ridimensiona ai nostri stessi occhi, ma al tempo stesso ci fornisce l’esatto concetto della nostra reale dimensione.

Questo è l’insegnamento che il Signore ci impartisce tramite il passo biblico di oggi: l’utilità di ognuno di noi è pressoché nulla, proprio come il legno della vite. Finché rimaniamo al cospetto del Signore sperimentiamo la vera vita, ma quando, per una qualsivoglia ragione preferiamo prendere le distanze e ribellarci, la vita di Cristo non scorrerà più in noi. Allora ci seccheremo, e lontani dalla sorgente divina, vedremo chiaramente quanto siamo inutili e superflui.

Della vite neppure il legno è utilizzabile, e al cospetto del Signore niente di noi è buono al punto da poterci autorizzare ad una vita spiritualmente autonoma.

Ricordiamoci di questi versetti, ogni volta che siamo tentati di sopravvalutarci, oppure di presentarci a testa alta dinanzi a Dio e ai nostri fratelli in Cristo.